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CDP e Teatro alla Scala insieme
per la formazione dei giovani artisti

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Il Progetto, frutto dalla partnership tra CDP e Teatro alla Scala, ha come obiettivo la formazione dei giovani allievi dell’Accademia della Scala attraverso un percorso fatto di workshop e prove con grandi maestri della durata di un anno, che si conclude con la produzione di uno spettacolo di livello internazionale, in tutto paragonabile agli altri della Stagione scaligera.

Un’iniziativa che rappresenta un unicum nel mondo del teatro, che fonda le proprie radici nel valore della cultura, il cui scopo è valorizzare il talento dei giovani, veri protagonisti del progetto e futuro del nostro Paese.

L’edizione 2016 del “Progetto Accademia”, che ha portato in scena “Il Flauto Magico” di Wolfgang Amadeus Mozart, ha coinvolto 175 studenti italiani ed internazionali, i quali hanno avuto l’opportunità di lavorare sotto la guida di un regista del calibro di Peter Stein

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Per l’edizione 2017, all’interno della stagione scaligera, l’opera interamente affidata agli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala è Hänsel und Gretel di Humperdinck, titolo che manca dal palcoscenico del Piermarini dal 1959, per la prima volta eseguito nell’originale lingua tedesca. 

Quest’anno sono stati il Maestro Marc Albrecht e il regista Sven-Eric Bechtolf a condurre gli allievi nell’interpretazione del capolavoro fiabesco di Humperdinck.

Ancora una volta si è trattato di un lungo percorso che ha coinvolto non solo gli allievi del Dipartimento Musica, che hanno seguito passo dopo passo la costruzione dello spettacolo dal punto di vista interpretativo, ma anche gli allievi di alcuni dei corsi del Dipartimento Palcoscenico, come gli scenografi e i fotografi di scena, i primi impegnati nelle fasi iniziali di realizzazione delle scene e i secondi nell’opera di documentazione dei momenti più significativi della produzione. 

L'autore

Nato nel 1854 nella cittadina tedesca di Siegburg, Engelbert Humperdinck imparò a suonare il pianoforte da bambino e cominciò a comporre fin dall’età di sette anni. Nonostante la famiglia immaginasse per lui un futuro da architetto, scelse di dedicarsi alla musica iscrivendosi al Conservatorio di Colonia nella classe del maestro Ferdinand Hiller. Nel 1876 vinse una borsa di studio che gli permise di trasferirsi a Monaco di Baviera, dove proseguì gli studi e vinse il prestigioso “Premio Mendelssohn”, messo in palio dall’omonima fondazione. Durante un viaggio in Italia conobbe a Napoli Richard Wagner e assistette alla produzione del Parsifal; dopo la morte del compositore, che ispirò i suoi lavori futuri, diede lezioni a suo figlio Siegfried. Tornato in Germania nel 1887, fu nominato professore del Dr. Hoch’s Konservatorium di Francoforte sul Meno.

Risalgono a questo periodo numerose composizioni per coro e un Humoresque per orchestra (genere di musica romantica brillante e con virtuosismi). L’apice del successo arrivò pochi anni dopo, nel 1893, con la prima esecuzione dell’opera Hänsel und Gretel composta a Weimar, cui seguirono le opere Dornröschen (La bella addormentata nel bosco) e Die Königskinder (I figli del re). In quest’ultima Humperdinck fece ricorso allo stile vocale dello Sprechgesang, ossia una forma mista di canto/parlato. Morì nel 1921 per un attacco cardiaco, dopo aver assistito all’esecuzione del Der Freischütz (Il franco cacciatore) di Carl Maria von Weber diretto dal figlio Wolfram.

L'opera

Hänsel und Gretel è una commedia fiabesca in tre quadri su libretto di Adelheid Wette, sorella del compositore. Ultimata nel 1881, fu rappresentata per la prima volta al Teatro di corte di Weimar il 23 dicembre 1893 sotto la direzione di Richard Strauss. Trae ispirazione dalla celebre fiaba dei Fratelli Grimm, alla quale si aggiungono nuovi personaggi, calati in ambientazioni più vicine alla produzione operistica wagneriana. Ci fu anche una versione italiana, Nino e Rita, in scena il 6 aprile 1897 al Teatro Manzoni di Milano, che però si rivelò un vero insuccesso.

 

Primo Quadro

Nella casa dei contadini Peter e Gertrude, i loro bambini Hänsel e Gretel sono dediti alle faccende domestiche e si lamentano della povertà della famiglia. E mentre Hänsel invita la sorella a ballare per distrarsi, la mamma li sorprende e li rimprovera. Nel trambusto cade una scodella con il latte che sarebbe servito a preparare la cena per la famiglia e così Gertrude chiede ai bambini di andare nel bosco a raccogliere delle fragole. Nel frattempo Peter rientra a casa e racconta alla moglie alcuni aneddoti della giornata trascorsa alla fiera in città. Ma appena scopre che i figli sono da soli nel bosco, preoccupato che possano perdersi o trovarsi in pericolo, esce con Gertrude in tutta fretta per cercarli. Nel bosco vive infatti la Strega Marzapane, che rapisce i bambini offrendo loro dei dolci per poi mangiarseli.

 

Secondo Quadro

Hänsel e Gretel camminano nel bosco e cantano spensierati. Quindi, stanchi, si siedono a mangiare le fragole appena raccolte finché si accorgono che non ne è rimasta nemmeno una. Nel frattempo si fa buio e l’oscurità rende ogni sasso, foglia o albero più spaventoso. C’è anche una fitta nebbia, dalla quale spunta il Nano Sabbiolino, che – con fare amichevole – cosparge gli occhi dei bambini di granelli di sabbia: è la polvere che concilia il sonno e fa dimenticare il mondo reale. Hänsel e Gretel si addormentano dopo aver pregato il Signore, mentre dal cielo scendono quattordici angeli a proteggerli, tra cui i loro due angeli custodi.

 

Terzo Quadro

I due bambini vengono svegliati dal Nano Rugiadino, che fa sgocciolare su di loro la rugiada da un fiore, e vedono davanti a sé la casa della Strega Marzapane. Quest’ultima riesce a catturarli con un incantesimo, rinchiude Hänsel in una gabbia per farlo ingrassare e decide di mangiare subito Gretel. Ma la bambina, che ricordava la formula magica, libera il fratello e, con il suo aiuto, rinchiude la Strega nel forno. Improvvisamente tutti i dolci che erano in casa riprendono le sembianze dei bambini rapiti in passato dalla Strega, che diventa essa stessa un dolce. Peter e Gertrude, arrivati sul posto, possono infine riabbracciare i loro bambini, e, insieme, ringraziare il cielo di averli ritrovati sani e salvi.

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