Risparmio energetico

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Buoni Fruttiferi Postali
Buono cartaceo e dematerializzato

Quali sono le differenze tra un Buono cartaceo e uno dematerializzato?

I Buoni Fruttiferi Postali possono essere emessi in forma cartacea o dematerializzata. Nel primo caso, il sottoscrittore riceve un titolo cartaceo che deve essere presentato presso l'ufficio postale all'atto del rimborso (anticipato o alla scadenza). Il sottoscrittore è responsabile della custodia, nonché dell'utilizzo del titolo in suo possesso. I Buoni rappresentati da documenti cartacei nominativi sono emessi in tagli da 50,00 euro e multipli. Nel secondo caso (buoni dematerializzati), la sottoscrizione è rappresentata da una scrittura contabile; è necessario che esista un conto di regolamento (Libretto di Risparmio Postale o conto corrente Bancoposta), ma non anche un deposito titoli. Non viene rilasciato alcun titolo cartaceo e nel caso di rimborso del Buono, alla scadenza naturale dello stesso o in caso di rimborso anticipato, l'accredito del montante maturato avviene automaticamente sul conto di regolamento. Il conto di regolamento non può essere estinto in presenza di Buoni ancora non scaduti. I titoli dematerializzati sono attualmente emessi in tagli da 50,00 euro e multipli.

Cointestatari Buoni

Quanti cointestatari ci possono essere al massimo nel caso dei Buoni?

È ammessa la cointestazione dei Buoni a più soggetti in numero non superiore a quattro, con facoltà di rimborso disgiunto per ciascun intestatario, fatta salva la possibilità di escludere detta facoltà all'atto della sottoscrizione. Non sono ammesse cointestazioni tra soggetti maggiorenni e minorenni, né tra soggetti minorenni. 

Clausola cpfr

Che significa la clausola stampata sul Buono "cpfr"?

La clausola "cpfr" significa "con pari facoltà di rimborso": ciascuno degli intestatari può autonomamente richiedere il rimborso del Buono, presentando il titolo cartaceo all'atto della richiesta. 

Acquisto e rimborso BFP

Posso acquistare e rimborsare i Buoni Fruttiferi Postali solo allo sportello dell'ufficio postale?

I BFP rappresentati da documenti cartacei sono sottoscrivibili e rimborsabili in qualunque ufficio postale e non solo quindi in quello di emissione. I BFP dematerializzati sono sottoscrivibili e rimborsabili, presso gli uffici postali, nonché, per le tipologie che lo prevedono, attraverso i siti Internet di Poste Italiane www.risparmiopostale.it e www.poste.it. Per la sottoscrizione è necessaria la titolarità di un conto corrente postale o di un Libretto di Risparmio Postale aventi la medesima intestazione dei buoni. Le sottoscrizioni e i rimborsi in via telematica sono consentiti ai titolari di Libretto Smart e ai titolari di conto corrente postale abilitati ai servizi on-line dispositivi. Si precisa che recandosi presso l'ufficio di emissione il rimborso avverrà a vista. Nel caso invece in cui ci si rivolga ad un ufficio diverso da quello di emissione il rimborso avverrà dopo quattro giorni lavorativi per consentire all'ufficio di effettuare i dovuti accertamenti.

Conto di regolamento

Sono titolare di Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati. Posso indicare un diverso conto di regolamento, senza incassare anticipatamente i buoni?

La variazione del conto di regolamento è consentita, purché i due conti di regolamento rechino la medesima intestazione. 

Sostituzione buono cartaceo con dematerializzato

Posseggo un Buono cartaceo, posso sostituirlo con uno dematerializzato?

Il processo di dematerializzazione dei Buoni cartacei è consentito secondo le modalità indicate presso l'ufficio postale, sempre a condizione che il titolo da dematerializzare ed il Libretto Postale o conto corrente Bancoposta destinato a fungere da conto di regolamento rechino la medesima intestazione. 

BFP infruttifero

Esiste il rischio che il Buono Fruttifero Postale in mio possesso cessi di essere fruttifero degli interessi?

Il Buono Fruttifero Postale diventa infruttifero dal giorno successivo alla scadenza naturale del titolo. Si ricorda tuttavia che i Buoni Fruttiferi Postali Ordinari emessi fino al 27/12/2000 restano fruttiferi fino al compimento del trentesimo anno solare successivo a quello di emissione.

Rimborso BFP prima della scadenza

Se rimborso un Buono Fruttifero Postale in anticipo rispetto alla scadenza ricevo sicuramente sia il capitale che gli interessi maturati?

Il capitale è sempre rimborsato al 100%, al netto degli eventuali oneri di natura fiscale, mentre gli interessi non sono corrisposti se il rimborso avviene prima che sia trascorso un determinato numero di mesi dalla sottoscrizione. Tale periodo è diverso per le varie tipologie di Buoni: 2 mesi, per i BFPImpresa; 6 mesi, per i Buoni a 18 mesi; 12 mesi, per i Buoni Ordinari, per i Buoni a 3 anni Fedeltà, per i Buoni a 3 anni, per i Buoni a 3 anni EXTRA, per i BFPRenditalia, per i BFPEuropa, per i BFPRisparmiNuovi, per i BFPEreditàSicura; 18 mesi, per i Buoni Indicizzati all'inflazione, i Buoni Indicizzati all'inflazione EXTRA, i Buoni Dedicati ai Minori, i Buoni Indicizzati a Scadenza e i Buoni DiciottomesiPlus; 24 mesi per i BPFPremia, per i Buoni a 2 anni Plus; 36 mesi per i BFP3,50, per i Buoni a 3 anni Plus, per i BFPFedeltà; 7 anni per i BFP7insieme.

Per i Buoni 3x4, 3x4Fedeltà e 3x4RisparmiNuovi gli interessi maturati nel corso del primo triennio non sono corrisposti se i Buoni sono rimborsati prima che siano trascorsi tre anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del secondo triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi sei anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del terzo triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi nove anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del quarto triennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi dodici anni dalla sottoscrizione.

Per i Buoni 4x4, 4x4Fedeltà e 4x4RisparmiNuovi gli interessi maturati nel corso del primo quadriennio non sono corrisposti se i Buoni sono rimborsati prima che siano trascorsi quattro anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del secondo quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi otto anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del terzo quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi dodici anni dalla sottoscrizione; gli interessi maturati nel corso del quarto quadriennio non sono corrisposti per i Buoni rimborsati prima che siano trascorsi sedici anni dalla sottoscrizione.

Perdite conto capitale in caso di rimborso anticipato

Ho acquistato un Buono Fruttifero Postale che vorrei rimborsare in anticipo rispetto alla sua scadenza naturale. È possibile che si verifichino perdite in conto capitale?

Tutte le tipologie di Buoni Fruttiferi Postali garantiscono il rimborso del 100% del capitale sottoscritto, pertanto non esiste la possibilità che il valore di rimborso del Buono risulti inferiore al valore nominale del Buono stesso in qualunque momento venga richiesto il rimborso. Si ritiene opportuno segnalare che l'applicazione dell'imposta di bollo, ove dovuta, potrebbe determinare in alcuni casi un valore di rimborso netto inferiore al valore nominale sottoscritto. In tali casi, su iniziativa di Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, in caso di rimborso anticipato, non sarà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Tale importo non addebitato è calcolato sulla base delle aliquote vigenti alla data del 4 dicembre 2014. 

Rimborso di una parte del capitale di un BFP dematerializzato

Se ho sottoscritto un Buono dematerializzato posso rimborsare anticipatamente soltanto una parte del capitale?

È possibile rimborsare anche una frazione del valore nominale del Buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro, ad eccezione dei BFP7insieme per i quali gli importi sono pari a 1.000,00 euro e multipli. I BFPImpresa possono essere rimborsati anticipatamente anche per una frazione del valore nominale del buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro e solo per la parte di valore nominale eccedente il taglio minimo iniziale di 5.000,00 euro.

Rimborso di una parte del capitale di un BFP cartaceo

Se ho sottoscritto un Buono cartaceo posso rimborsare anticipatamente soltanto una parte del capitale?

I BFP cartacei sono caratterizzati dall'indivisibilità e non sono rimborsabili parzialmente.

Liquidazione anticipata degli interessi

È possibile ottenere la liquidazione anticipata degli interessi maturati sui Buoni Fruttiferi Postali?

Tutti i BFP distribuiscono gli interessi solo al momento del rimborso, sia esso anticipato o a scadenza, a patto che il rimborso avvenga dopo il periodo iniziale di infruttiferità.

Se il BFP viene rimborsato durante il periodo di infruttiferità viene riconosciuto unicamente il capitale investito. Nessun BFP distribuisce cedole di interessi durante la sua vigenza. Il BFP7insieme è l'unico BFP che distribuisce flussi monetari durante la sua vigenza; essi sono, però, quote di capitale.

Tassazione BFP

Qual è la tassazione applicata sui Buoni Fruttiferi Postali?

I Buoni Fruttiferi Postali emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti dalla ritenuta fiscale. Viceversa, in virtù di quanto stabilito dal D.L. 19 settembre 1986 n. 556 (pubblicato sulla G.U. n. 219 del 20 settembre 1986), convertito dalla L. 17 novembre 1986 n. 759, istitutivo della ritenuta erariale, gli interessi maturati sui Buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987, sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 6,25%, i Buoni emessi dal 1° settembre 1987 al 23 giugno 1997 sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 12,50%. Tale ritenuta è stata soppressa con il D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239 (pubblicato sulla G.U. n. 102 del 3 maggio 1996) e sostituita con l'imposta sostitutiva sugli interessi, stabilita, per quanto concerne i buoni, sempre nella misura del 12,50%.

Durata BFP

La durata dei Buoni Fruttiferi Postali ordinari è pari a 20 o 30 anni?

I Buoni ordinari emessi fino alla data del 27/12/2000 (Serie "Z") hanno una durata di 30 anni; quelli emessi successivamente (dalla serie "A1" in poi) hanno una durata ventennale. I Buoni ordinari a trenta anni maturano interessi (per bimestri conclusi di anzianità) fino al 31 dicembre dell'anno solare di scadenza del titolo, i Buoni ventennali cessano di essere fruttiferi esattamente alla scadenza del ventesimo anno. I Buoni trentennali maturano interessi in regime di capitalizzazione composta nei primi venti anni e in regime di capitalizzazione semplice dal ventunesimo al trentesimo anno. La capitalizzazione degli interessi è composta per tutta la durata dei Buoni ordinari ventennali.

Discordanza valore di rimborso BFP

Sono in possesso di un Buono Fruttifero Postale ordinario della serie "O" e di uno della serie "P": mi sono rivolto all’ufficio postale che mi ha comunicato un valore di rimborso più basso rispetto a quello riportato sul retro del buono cartaceo. Qual è la motivazione di tale discordanza?

I BFP delle serie "O" e "P" hanno subito delle variazioni dei tassi di rendimento fissati al momento dell'emissione per effetto del Decreto del Ministro del Tesoro del 13 giugno 1986 (G.U. n. 148 del 28 giugno 1986). Tale decreto, in occasione dell'emissione della serie "Q", ha esteso i nuovi rendimenti ai montanti maturati alla data del 1° gennaio 1987 di tutte le serie precedenti, comprese quindi la "O" e la "P".

Di conseguenza, la tabella riportata sul retro del titolo non ha valore ai fini dell'esatta liquidazione del valore di rimborso. La variazione in diminuzione operata con il citato decreto è avvenuta in virtù dell'art. 173 del codice postale - D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 - che prevedeva la possibilità di estendere le variazioni dei tassi dei buoni postali fruttiferi "ad una o più delle precedenti serie". Tale D.P.R. è stato abrogato dall'art. 9 del Decreto del Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 19 dicembre 2000 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 2000) e quindi non sarà più possibile operare variazioni dei tassi di rendimento dei buoni emessi in precedenza, fatte salve le variazioni già intervenute nel passato.

Discordanza valore di rimborso Buoni Fruttiferi Postali

Ho un Buono emesso tra il 21 settembre del 1986 e il 23 giugno del 1997 che riporta sul retro dei valori di rimborso diversi da quelli che vedo sul sito. Perché?

Gli interessi maturati sui Buoni Fruttiferi Postali emessi a favori di soggetti c.d. nettisti (ad esempio persone fisiche residenti in Italia) a partire dal 21 settembre 1986 fino al 31 dicembre 1996 (appartenenti alle serie "Q", "R", ed "S") - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale. Per i Buoni della serie "S", emessi dal 1° gennaio 1997 al 30 giugno 1997, gli interessi - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente, al netto dell'imposta sostitutiva.

Per i buoni emessi dal 1° luglio 1997 (serie "T" e successive), gli intessessi - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente, al lordo dell'imposta sostitutiva. Quanto sopra, secondo l'art. 7, del DM Tesoro del 23 giugno 1997 (G.U. n. 145/1997) il quale, nell'istituire i Buoni Fruttiferi Postali della nuova serie "T", ha così disposto: "I buoni postali della nuova serie ordinaria contraddistinti con la lettera «T», e i buoni postali della precedente serie ordinaria «S» emessi a decorrere dal 1° gennaio 1997 a favore di soggetti diversi da quelli previsti all'art. 2 e con le eccezioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239 maturano interessi che saranno, per i primi venti anni, capitalizzati annualmente al lordo dell'imposta sostitutiva di cui all'art. 2, primo comma, decreto legislativo del 1° aprile 1996, n. 239. Per i buoni postali fruttiferi della serie ordinaria «S» emessi a decorrere dal 1° gennaio 1997 a favore dei soggetti previsti all'art. 2 e con le eccezioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli interessi saranno, per i primi venti anni di vita del titolo, capitalizzati annualmente al netto dell'imposta sostitutiva. Per i buoni delle serie ordinarie contraddistinte con le lettere «Q», «R» ed «S» emessi fino al 31 dicembre 1996 a favore di qualsiasi soggetto, gli interessi continueranno, per i primi venti anni di vita del titolo, ad essere capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale". Esemplificando, il valore di rimborso netto di un Buono emesso dal 21 settembre 1986 fino al 23 giugno 1997 è calcolato capitalizzando il precedente valore di rimborso netto al tasso netto corrispondente. Il montante lordo sarà invece uguale al precedente valore di rimborso netto capitalizzato al tasso lordo relativo.

Per un Buono emesso, invece, dal 24 giugno 1997 il valore di rimborso lordo sarà uguale al precedente valore di rimborso lordo capitalizzato al tasso lordo relativo. Mentre il valore di rimborso netto sarà pari al valore di rimborso lordo dello stesso periodo al netto dell'imposta sostitutiva.

Calcolo del valore di rimborso dei BFP

Come faccio a calcolare il valore di rimborso del BFP in mio possesso?

I Fogli Informativi, disponibili per i Buoni emessi dal 28/12/2000, riportano i coefficienti di capitalizzazione. Il valore di rimborso è il prodotto tra l'importo del buono sottoscritto e il coefficiente di capitalizzazione corrispondente. La tabella riporta sia il coefficiente lordo che netto, quest'ultimo da utilizzare per il calcolo dell'importo netto rimborsabile. In alternativa e per i Buoni emessi anche antecedentemente alla data riportata è possibile visionare lo sviluppo dei valori di rimborso su questo sito internet e su quello della Cassa depositi e prestiti nelle sezioni dedicate al calcolo dei rendimenti. 

Prescrizione BFP

I Buoni Fruttiferi Postali possono cadere in prescrizione?

I Buoni rappresentati da documenti cartacei nominativi si prescrivono trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo. La prescrizione del titolo fa venir meno il diritto al rimborso sia del capitale investito che degli interessi maturati. I Buoni cartacei emessi fino al 13 aprile 2001 si prescrivono in favore del MEF; l’importo dei Buoni cartacei prescritti emessi dal 14 aprile 2001, invece, in base alla normativa sui depositi dormienti, è versato al Fondo istituito presso il MEF (art. 1, comma 345-quinquies, L. 23 dicembre 2005, n. 266). I buoni prescritti restano esclusi da qualsiasi rimborso (cfr. Comunicato Stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze N° 260 del 30 dicembre 2013 e Circolare del Ministero del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 3 novembre 2010). I Buoni dematerializzati non possono cadere in prescrizione in quanto vengono rimborsati alla scadenza e il relativo importo accreditato automaticamente sul conto di regolamento dell'intestatario.

Rimborso BFP a termine

Ho alcuni Buoni Fruttiferi Postali della tipologia "a termine" emessi nel periodo 1986/1987/1988; è possibile rimborsare questi buoni anche se prescritti?

Non è possibile rimborsare un BFP prescritto. Più in dettaglio, con la trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni (ai sensi dell'art. 5, comma 3, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n. 326) i BFP emessi fino al 13/04/2001, inclusi i Buoni a termine emessi nel periodo 1986-1988, sono stati trasferiti al Ministero dell'Economia e delle Finanze (consulta l'elenco), equiparati a tutti gli effetti ai titoli del debito pubblico e pertanto disciplinati dalle medesime norme. In particolare, per quanto riguarda la prescrizione dei titoli del debito pubblico si applicano le norme previste nel Codice Civile (art. 23 D.P.R. 30 dicembre 2003 n. 398). Per completezza si riporta inoltre il link al Comunicato Stampa N° 260 del 30 dicembre 2013 del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Piano di Risparmio sottoscrizione BFP

Che cos'è il Piano di Risparmio per la sottoscrizione di Buoni Fruttiferi Postali?

È il servizio ("PdR") offerto da Poste Italiane per l'acquisto di Buoni emessi in forma dematerializzata mediante un programma di sottoscrizioni periodiche. Per l'apertura di un Piano di Risparmio è necessaria la titolarità con pari intestazione di un conto corrente postale o di un Libretto di risparmio postale sul quale vengono contabilmente regolate le operazioni di addebito relative alla sottoscrizione dei Buoni.

Attualmente sono disponibili due diversi Piani di Risparmio:
-"Piccoli e Buoni", che permette la sottoscrizione di Buoni dedicati ai minori e che necessita anche di un Libretto Speciale dedicato ai minori su cui verranno collegati i diversi Buoni sottoscritti;
-"risparmiosemplice”, riservato esclusivamente alle persone fisiche maggiorenni, che permette la sottoscrizione di Buoni 4 anni risparmiosemplice.

Tasso maggiorato Buono Fedeltà

Ho sottoscritto un Buono Fedeltà. Sono certo del conseguimento del tasso maggiorato previsto per tale tipologia di buono?

Il riconoscimento del tasso maggiorato previsto per tale tipologia di buoni, resta subordinato al positivo accertamento, effettuato da Poste Italiane, della ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti per la sottoscrizione di tale tipologia di buoni. 

BFP intestati e cointestati

È possibile verificare se esistono Buoni Fruttiferi Postali intestati e/o cointestati a me? Se sì, a chi mi devo rivolgere e quali sono i costi?

È possibile presentare apposita richiesta presso qualunque ufficio postale finalizzata a determinare l'esistenza e la vigenza di BFP. Tale ricerca comporta il pagamento di una commissione che varia in base al numero di uffici postali coinvolti nella ricerca. In generale, si consiglia di individuare più informazioni possibili (località di sottoscrizione, periodo, anche se non la data esatta, ecc. ...) al fine di agevolare la ricerca. 

Smarrimento BFP e richiesta duplicato

Ho smarrito un Buono Fruttifero Postale. Cosa devo fare per richiederne il duplicato?

È possibile richiedere il duplicato di BFP smarriti/sottratti/distrutti previo espletamento della procedura di ammortamento, secondo le norme contenute nella Legge 30 luglio 1951, n. 948. La duplicazione può essere richiesta presso qualunque ufficio postale mediante compilazione e sottoscrizione della denuncia di perdita sulla quale devono essere indicati gli estremi necessari per l'identificazione del Buono e, sommariamente, le circostanze dell'evento nonché, solo in caso di sottrazione, gli estremi della denuncia presentata agli Organi di Pubblica Sicurezza. La richiesta deve essere fatta dall'intestatario o da un suo procuratore (da tutti gli intestatari in caso di Buoni cointestati), nel caso di un intestatario minore di età dai genitori in qualità di esercenti la patria potestà, da tutti gli eredi in caso di titoli caduti in successione. Secondo la normativa vigente, l'ufficio postale provvede a affiggere nei propri locali aperti al pubblico un "avviso/diffida" per 30 giorni consecutivi nel caso di Buoni dal valore nominale inferiore a 516,46 euro (1.000.000 di lire) o 90 giorni consecutivi nel caso di Buoni dal valore nominale uguale o superiore a 516,46 euro (1.000.000 di lire). Trascorso tale periodo è possibile il rilascio del duplicato. La duplicazione del Buono cartaceo comporta il pagamento di euro 1,55 indipendentemente dal valore nominale dello stesso. 

Rimborso BFP da parte di un cointestatario

Posso evitare che un soggetto cointestatario del Buono lo vada a rimborsare senza che io ne sia a conoscenza?

È possibile notificare un'opposizione al rimborso direttamente presso un qualunque Ufficio Postale o mediante notifica di un ufficiale giudiziario.

Per i Buoni Fruttiferi Postali emessi fino al 27.12.2000 si applica l'art. 157 del Codice Postale (D.P.R. n. 156/1973) per il rinvio contenuto nell'art. 182 dello stesso Codice, e pertanto le opposizioni al rimborso sono ammesse: a) esclusivamente da parte di ciascuno degli intestatari nel caso di Buoni emessi a favore di più persone; b) da parte dei rappresentanti legali; c) da parte di ciascun coerede, sui BFP intestati o cointestati a persone defunte; d) da parte dei titolari i cui Buoni si trovino in possesso di altre persone. Il pagamento del Buono resta bloccato fino a revoca dell'opposizione da parte di chi l'ha effettuata o su provvedimento autorizzativo dell'Autorità Giudiziaria.

Per i Buoni Fruttiferi Postali emessi dal 28.12.2000 (data di entrata in vigore del D.M. 19 dicembre 2000 con la quale sono state abrogate alcune norme del Codice Postale, tra cui l'art. 157), non è più ammissibile l'opposizione al rimborso formulata da uno dei cointestatari con pari facoltà di riscossione o da altri aventi diritto, secondo quanto in precedenza previsto dal Codice Postale. Il rimborso di tali Buoni, sia cartacei che dematerializzati, può comunque essere impedito mediante un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che ordini a Poste la sospensione del pagamento. L'Ufficio Postale non può procedere al rimborso, fino alla notifica di un successivo provvedimento di rimozione dell'impedimento.

Per i Buoni Fruttiferi Postali rappresentati da documento cartaceo emessi dal 5.9.2005, l'Ufficio Postale non procede al rimborso sia in presenza di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, sia - in base alle condizioni generali di contratto per la sottoscrizione di BFP utilizzate a partire da detta data - in presenza di opposizione scritta al rimborso da parte di uno dei cointestatari o di uno degli eredi del cointestatario deceduto, o del rappresentante dell'interdetto o dell'inabilitato e ciò solo nel caso in cui si sia verificata la morte o la sopravvenuta incapacità di uno dei cointestatari.

Dati anagrafici errati BFP cartaceo

Sono intestatario di un Buono Fruttifero Postale cartaceo. Mi sono accorto che i dati anagrafici riportati sul Buono sono parzialmente errati. Avrò problemi al momento del rimborso?

Al momento del rimborso è necessario presentare un certificato di "congrue generalità" rilasciato dal Comune di nascita dal quale si possa evincere che il soggetto che si presenta per il rimborso e il soggetto con le generalità riportate sul titolo sono la stessa persona.

Rimborso BFP all'estero

Sono residente all’estero e sono titolare di BFP. A chi mi devo rivolgere e quale documentazione è necessaria per richiedere il rimborso di tali Buoni?

È necessario recarsi presso il Consolato italiano del paese in cui si risiede. In quella sede è necessario compilare e sottoscrivere un modulo (Delega speciale per riscuotere buoni e libretti postali. Tale modulo, autenticato dal Consolato, unitamente al titolo in originale, fotocopia di un valido documento di identità e codice fiscale dovranno essere inviati a Poste Italiane S.p.A. - Bancoposta - Operazioni Servizio Risparmio - Via di Tor Pagnotta, 2 - 00143 Roma. Poste Italiane, effettuato il rimborso del titolo, provvede a inviare l'importo corrispondente mediante assegno vidimato non trasferibile intestato al beneficiario o mediante bonifico estero con accredito sul conto corrente bancario in base alla scelta tra le due modalità indicata dall'avente diritto nell'apposito modulo, anch'esso reperibile presso il Consolato.

Modifica intestazione BFP

Si può modificare l'intestazione di un Buono Fruttifero Postale già sottoscritto o richiederne l'emissione in favore di altro soggetto?

Posto che i BFP sono titoli nominativi non cedibili, salvo essere trasferiti per decesso dell'intestatario ed in considerazione che il titolare di ciascun buono viene censito nell'Anagrafe generale di Poste Italiane S.p.A., non è assolutamente possibile modificare l'intestazione originaria dei titoli. In alternativa, è possibile richiedere l'emissione di un Buono in favore di altro soggetto; in tal caso, nel modulo di richiesta emissione BFP cartacei, il richiedente l'emissione deve specificare le esatte generalità dell'intestatario - cognome, nome, luogo e data di nascita - nonché presentare copia di un valido documento d'identità e del codice fiscale del soggetto al quale si intende intestare il titolo. Ciò al fine di consentire all'ufficio postale di censire in Anagrafe il titolare del rapporto.

Restituzione BFP vincolato a titolo di deposito cauzionale

Come faccio ad ottenere la restituzione di un Buono Fruttifero Postale a suo tempo vincolato a titolo di deposito cauzionale?

Il servizio depositi è stato espletato dalla Cassa depositi e prestiti fino al 2003 attraverso uffici decentrati del Ministero del Tesoro, ora Ministero dell'economia e delle finanze (MEF).

A seguito della trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni, intervenuta ai sensi del D.L. n. 269/2003, la titolarità del servizio depositi è stata trasferita direttamente al MEF: i richiami alla Cassa depositi e prestiti contenuti in leggi, regolamenti, provvedimenti e convenzioni vigenti sono quindi da intendersi ora riferiti al MEF.

Pertanto, per ogni informazione relativa ai depositi in argomento, è necessario prendere contatto con gli uffici del MEF di seguito indicati: 

  • Ragionerie Territoriali dello Stato (RTS) per la gestione operativa del servizio (informazioni, presentazione domande e documentazioni, notizie sui pagamenti, ecc.) www.rgs.mef.gov.it;
  • Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro - Via Casilina, n. 3 - 00182 Roma- Tel. centr. 06.476111, per il coordinamento amministrativo-contabile www.dag.mef.gov.it.

 

BFP dedicati ai minori d’età
Età massima per intestare un BFP dedicato ai minori

Fino a quale età del minore è possibile intestare un Buono dedicato ai minori di età?

È possibile intestare un Buono dedicato ai minori di età a bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo (non compiuti o che sono compiuti nel mese di sottoscrizione).

Cointestazione BFP per i minori

Posso cointestare un Buono ad un minore e ad un maggiore di età?

A partire dalle emissioni del 5 ottobre 2003 non è più possibile cointestare un Buono ad un minore e ad un maggiore di età né cointestare un Buono a più minorenni.

Rimborso prima della scadenza di BFP dedicato ai minori

Cosa devo fare se voglio rimborsare prima della scadenza un Buono dedicato ai minori di età?

Nel caso in cui si intenda rimborsare un Buono dedicato ai minori di età quando l'intestatario è ancora minorenne, è necessario richiedere un provvedimento di autorizzazione del Giudice Tutelare. In tal caso sarà rimborsato il capitale e gli interessi maturati fino al momento della richiesta di rimborso. I tassi di interesse nominali annui lordi sono quelli relativi ai Buoni ordinari emessi nel medesimo mese di emissione del buono dedicato ai minori, ridotti della misura indicata nei relativi FI.

 

Rimborso BFP dedicato ai minori

Cosa devo fare se voglio rimborsare, anticipatamente o a scadenza, un Buono Fruttifero Postale intestato/cointestato ad un minore di età?

Nel caso in cui si intenda rimborsare un BFP quando l'intestatario/cointestatario è ancora minorenne, per i Buoni emessi antecedentemente al 28/12/2000 (data di introduzione della nuova normativa sui Buoni) è sufficiente la firma congiunta di entrambi i genitori che quietanzano in qualità di esercenti la potestà genitoriale; per i Buoni emessi successivamente a quella data è necessario richiedere un provvedimento di autorizzazione del Giudice Tutelare. In tal caso sarà rimborsato il capitale e gli interessi maturati fino al momento della richiesta di rimborso.

BFP indicizzati all’inflazione
Calcolo del valore di rimborso dei BFP indicizzati all'inflazione italiana

Come si calcola il valore di rimborso di un Buono Indicizzato all’inflazione italiana?

Per i Buoni indicizzati all'Inflazione Italiana emessi da febbraio 2016 a maggio 2010 o da luglio 2001, il valore di rimborso si ottiene moltiplicando l'importo sottoscritto per il Coefficiente di Capitalizzazione Complessivo. Tale coefficiente è il risultato del prodotto tra:

  • il coefficiente di capitalizzazione relativo all'ultimo bimestre concluso determinato sulla base degli interessi reali minimi garantiti (cfr. Foglio Informativo, Tabella B);
  • il coefficiente di indicizzazione con il quale viene rivalutato il capitale investito, pari al massimo tra 1 ed il rapporto tra il valore dell'Indice FOI relativo al terzo mese antecedente la data del compimento dell'ultimo bimestre di anzianità concluso e il valore del medesimo indice relativo al terzo mese antecedente la data di sottoscrizione del Buono (cfr. Foglio Informativo "Parte III - Termini e modalità per la rivalutazione del capitale").

Per i buoni indicizzati all’Inflazione Italiana emessi da giugno 2010 a giugno 2011, il valore di rimborso si ottiene moltiplicando l'importo sottoscritto per il Coefficiente di Capitalizzazione Complessivo. Tale coefficiente è il risultato del prodotto tra:

  • il coefficiente di capitalizzazione relativo all'ultimo bimestre concluso determinato sulla base degli interessi fissi garantiti (cfr. Foglio Informativo, Tabella B);
  • il coefficiente di indicizzazione con il quale viene rivalutato il capitale investito. Tale coefficiente:

- per i bimestri precedenti l'inizio del periodo di rivalutazione all'Indice FOI (indicato nel foglio informativo relativo alla serie in esame), è pari a 1;

- per i bimestri successivi all'inizio del periodo di rivalutazione all'Indice FOI, è pari al massimo tra 1 ed il rapporto tra il valore dell'Indice FOI relativo al terzo mese antecedente la data del compimento dell'ultimo bimestre di anzianità concluso e il valore del medesimo indice relativo al terzo mese antecedente la data di inizio del periodo di rivalutazione all'Indice FOI (cfr. Foglio Informativo "Parte III - Termini e modalità per la rivalutazione del capitale").

Tutti i coefficienti lordi e netti e il valore dell’indice FOI sono reperibili sul sito della Cassa depositi e prestiti nella sezione dedicata al risparmio postale "Indici rivalutazione capitale" nel quale è sufficiente indicare il mese di sottoscrizione o il nome della serie.

Valori indice FOI per calcolare valore di rimborso BFP

Dove posso trovare i valori dell’Indice FOI necessari per calcolare il valore di rimborso del mio buono indicizzato all’inflazione?

L'indice FOI è pubblicato mensilmente sul sito dell'ISTAT www.istat.it  e rilevabile sul circuito Bloomberg.
In alternativa è possibile consultare la sezione dedicata al Riepilogo Indici Istat FOI dei BFP indicizzati all'inflazione italiana disponibile sul sito della Cassa depositi e prestiti.

Valore di rimborso BFP indicizzato all'inflazione italiana

Ho notato che il valore di rimborso del mio BFP Indicizzato all'Inflazione italiana può scendere da un bimestre all'altro. Perché?

Il valore di rimborso di un BFP Indicizzato all'Inflazione italiana è determinato dalla maturazione degli interessi minimi e dalla rivalutazione per l'inflazione realizzata nel periodo di riferimento (tramite l'applicazione del coefficiente di indicizzazione).

La sola applicazione del tasso minimo genererebbe valori di rimborso sempre crescenti. L’aggiunta della rivalutazione all’inflazione, sebbene non possa provocare una discesa del Valore di Rimborso al di sotto della soglia determinata dagli interessi minimi, può generare variazioni non crescenti nel tempo.

L’inflazione, infatti, presenta un andamento “stagionale” causato dalla presenza di festività, dall’accredito delle tredicesime o da altri eventi tipici di alcuni periodi dell’anno che provocano un aumento/diminuzione generale degli acquisti. Ad esempio, nei mesi di agosto e settembre, per effetto delle vacanze estive, i prezzi non generalmente più alti di quelli dei successivi mesi di ottobre e novembre.

Poiché se diminuisce l’indice dei prezzi al consumo (FOI) scende anche il coefficiente di indicizzazione, può capitare che in alcuni momenti dell’anno il valore di rimborso del buono sia inferiore a quello immediatamente precedente.

Per completezza si ritiene opportuno segnalare che l'applicazione dell'imposta di bollo, ove dovuta, potrebbe in linea teorica determinare in alcuni casi un valore di rimborso netto inferiore al valore nominale sottoscritto. In tali casi, per iniziativa di Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, in caso di rimborso anticipato non verrà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Tale importo non addebitato è calcolato sulla base delle aliquote vigenti alla data del 4 dicembre 2014. 

Rivalutazione capitale BFP indicizzato all'inflazione italiana

Ho un BFP Indicizzato all'Inflazione italiana emesso tra il 1 giugno 2010 e il 30 giugno 2011 ma il capitale non risulta rivalutato dal diciottesimo mese. Perché?

Non tutte le serie di Buoni Indicizzati all'Inflazione italiana rivalutano il capitale dal diciottesimo mese in poi. Le serie emesse tra il 1 giugno 2010 e il 30 aprile 2011, infatti, vedono rivalutare capitale e interessi dal quarto anno in poi mentre le serie emesse tra il 1 maggio 2011 e il 30 giugno 2011 vedono rivalutare il capitale e gli interessi dal terzo anno in poi. 

Cambio di base dell'indice FOI

Sono venuto a conoscenza del cambio di base dell'indice FOI. Quando è intervenuta questa variazione e come incide sul calcolo del montante dei miei Buoni Indicizzati all'inflazione italiana?

La variazione da parte dell'Istat della base di calcolo (c.d. "ribasamento") dell'indice FOI, al quale sono legati i rendimenti dei BFP Indicizzati all'inflazione italiana e dei BFP Indicizzati all'inflazione Extra, è un evento che negli anni si è verificato diverse volte: le ultime due variazioni sono intervenute a febbraio 2011 ed a febbraio 2016.

Tale ribasamento non incide in alcun modo sui rendimenti dei Buoni indicizzati all'inflazione, ma solo sul meccanismo di calcolo degli stessi. Per maggiori dettagli, puoi consultare l'Avviso presente negli Uffici Postali e la Nota Tecnica predisposta da Cdp.