$content.Image.resouceAlt

Segnali | La mobilità sostenibile si fa strada

Oggi in Italia 1 spostamento su 3 avviene in modo sostenibile ma la transizione è più complessa.

Per iniziare, facciamo il punto:

Oltre il 65% degli spostamenti quotidiani avviene ancora con un mezzo privato: l'automobile resta il punto di riferimento della mobilità degli italiani.

Ci sono segnali di cambiamento nel modo di spostarsi, soprattutto nelle grandi città, cresce l'utilizzo del trasporto pubblico e l’elettrificazione mentre si diffonde la mobilità condivisa.

Opportunità e servizi restano però distribuiti in modo disomogeneo tra territori e aree urbane.

La sfida è costruire un sistema integrato capace di rendere la mobilità sostenibile una scelta sempre più naturale.

Rendere la mobilità sostenibile una scelta naturale

C'è un dato che fotografa meglio di altri il punto in cui si trova oggi la mobilità italiana: il 34,7% degli spostamenti avviene con un mezzo sostenibile o a piedi, la quota restante avviene ancora con un mezzo privato (Rapporto Isfort 2025).

Negli ultimi anni sono emersi segnali di cambiamento: crescono la diffusione della mobilità elettrica, l'utilizzo dei servizi condivisi e, soprattutto nelle aree urbane, il ricorso al trasporto pubblico e alla mobilità attiva.

 

In Italia l’auto privata resta il mezzo di trasporto privilegiato. Ma si fanno strada segnali di cambiamento, con una crescita delle alternative sostenibili.

Si tratta però, come osserva il Rapporto Isfort sulla mobilità degli italiani, di progressi ancora insufficienti a modificare in profondità un modello che resta fortemente ancorato all’auto privata.

La domanda diventa allora un’altra: come rendere la mobilità sostenibile la scelta più “naturale”?
Non solo disponibile, ma anche più semplice, conveniente ed efficiente per cittadini e imprese?

Per rispondere occorre osservare più da vicino i segnali di cambiamento già in atto, guardare alle criticità ancora aperte e individuare le azioni necessarie per completare la transizione.

 

Segnali di cambiamento: nuove abitudini crescono

Dal contesto attuale emerge una realtà dinamica. Alcuni indicatori mostrano che il cambiamento è già in corso.

Nel primo semestre 2025 la micromobilità, che comprende biciclette, monopattini e altri mezzi leggeri, ha superato per la prima volta il 5% degli spostamenti totali, mentre il trasporto pubblico è cresciuto di quasi un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel complesso, la quota degli spostamenti sostenibili ha raggiunto il 34,7%, recuperando gran parte del calo registrato dopo la pandemia e avvicinandosi ai livelli precedenti al 2020 (Rapporto Isfort).

Un altro segnale di trasformazione arriva dalla sharing mobility, ovvero il noleggio temporaneo, soprattutto nelle aree urbane, di auto, biciclette e monopattini. Negli ultimi anni questi servizi, utilizzati soprattutto per brevi tragitti e gestiti tramite app, sono entrati nelle abitudini degli italiani modificando progressivamente l'ecosistema degli spostamenti in città.

Secondo il 9° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, nel 2024 i servizi di mobilità condivisa hanno superato in Italia i 50 milioni di noleggi, mentre nei primi quattro mesi del 2025 hanno registrato una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una possibile proiezione annuale vicina ai 60 milioni di utilizzi.

Questi dati raccontano un cambiamento culturale, favorito anche dalla digitalizzazione e dalla crescente familiarità con piattaforme che consentono di accedere a servizi on demand: per una quota crescente di cittadini la mobilità non coincide più necessariamente con il possesso di un mezzo, ma con la possibilità di scegliere di volta in volta la soluzione più adatta alle proprie esigenze di spostamento.

Gli ostacoli: la sostenibilità non può dipendere dal luogo in cui si vive

La sfida è rendere questi servizi sempre più diffusi e accessibili. Infatti, la crescita delle nuove forme di mobilità mette in luce anche una delle principali aree d'ombra della transizione italiana: la disomogeneità nell'accesso ai servizi di mobilità sostenibile sul territorio.

La sharing mobility, ad esempio, resta fortemente concentrata nei grandi centri urbani: circa il 90% dei noleggi si verifica in solo dieci città italiane, con Roma e Milano a fare da traino con rispettivamente 13,2 e 12,6 milioni noleggi (insieme oltre il 50% del totale nazionale). Nei piccoli centri e in molte aree periferiche l’offerta di servizi innovativi e alternativi all’auto privata rimane più limitata.

 

Le città fanno da traino

Il grafico mostra come la sharing mobility sia un'opzione sostenibile diffusa prevalentemente nei grandi centri urbani.

A fronte di un notevole aumento degli spostamenti in bicicletta in Italia (per la prima volta 5% del totale), il divario nell'offerta di piste ciclabili tra Nord e Sud resta molto ampio (fonte Istat).

Anche il Trasporto Rapido di Massa (TRM), che comprende metropolitane, tramvie, sistemi ferroviari locali e filovie, presenta simili differenze. La rete TRM raggiunge oggi circa 858 chilometri sul territorio nazionale ma è concentrata soltanto nel 21,1% dei Comuni (Ambiente Urbano, report Istat 2025).

Nord

69,9 chilometri di piste ciclabili ogni 100km2

Sud

7 chilometri di piste ciclabili ogni 100km2

Le leve per favorire la transizione

1. Investimenti e capacità progettuale

Come mostrano i numeri, le opzioni di mobilità sostenibile sono ancora fortemente condizionate dal territorio in cui si vive. Colmare questo gap richiede prima di tutto due elementi: risorse finanziarie e capacità di trasformarle in progetti realizzabili. In questo quadro, CDP svolge un ruolo di supporto alla transizione, attraverso una serie di azioni descritte nelle proprie linee guida strategiche per la transizione verde e giusta.

Nel periodo 2023-2025 CDP ha sostenuto lo sviluppo della mobilità sostenibile con oltre un miliardo di euro di investimenti destinati alla mobilità urbana e al trasporto pubblico locale. Le risorse hanno contribuito a finanziare 173 operazioni finalizzate al rinnovo del parco mezzi (bus e metro), alla modernizzazione e al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e alla promozione della mobilità dolce, attraverso lo sviluppo di percorsi pedonali e ciclabili.

L'impegno di CDP ha riguardato anche lo sviluppo di competenze tecniche e progettuali. In questo senso assumono crescente importanza strumenti come i servizi di advisory e il Partenariato Pubblico-Privato, capaci di combinare risorse e competenze pubbliche e private per realizzare interventi infrastrutturali strategici. Un esempio è la collaborazione con la Città Metropolitana di Milano nell’ambito del programma InvestEU, attraverso cui CDP supporta lo sviluppo di reti ciclabili per gli spostamenti urbani.

Una soluzione che sta riscuotendo successo in diversi Paesi è il Bus Rapid Transit (BRT), un sistema capillare di autobus urbani con corsie dedicate. Ha tempi e costi di realizzazione inferiori a quelli di una metropolitana di superficie, ma prestazioni simili. Questo modello, che ha avuto successo prima in Colombia, a Bogotá, con la rete TransMilenio, poi in Francia, e che Bergamo, Perugia, Bari e Taranto stanno adottando con il supporto dell’advisory di CDP, puntando sui vantaggi ambientali, economici e di qualità dei servizi.

2. La cura del ferro

Un'altra leva è il rafforzamento del trasporto pubblico su rotaia, come metropolitane e tram, soprattutto nelle aree urbane dove si concentra una parte rilevante della domanda di spostamento. Negli ultimi anni sono stati avviati importanti interventi di sviluppo delle reti urbane: progetti complessi che richiedono una visione di lungo periodo e capacità di coordinamento tra diversi livelli istituzionali.

In questo ambito, CDP ha sostenuto il potenziamento della mobilità urbana contribuendo allo sviluppo di sistemi di trasporto più efficienti e sostenibili e collaborando con varie amministrazioni locali, come accaduto a Padova o a Genova. Nella città portuale, CDP è impegnata a supportare lo sviluppo del sistema di trasporto pubblico locale con particolare riguardo per quello metropolitano.

Padova, la sostenibilità viaggia in tram

La città di Padova è stata interessata da un forte potenziamento della mobilità urbana sostenibile.

Un'alternativa

A Padova il Comune sta sviluppando una rete tranviaria per l'area metropolitana pensata per trasformare il tram in un'alternativa concreta all'auto privata.

I numeri del progetto

  • 3 direttrici tranviarie
  • 17,5 km di nuova linea
  • 26 nuovi veicoli
  • circa 415 milioni di euro di investimento

Un supporto a 360°

CDP ha affiancato il Comune di Padova con attività di supporto strategico lungo tutto il ciclo di attuazione dell'intervento. Accompagna l'amministrazione nelle fasi più complesse dell'intervento: dalla strategia di affidamento e project management al monitoraggio dell'avanzamento.

3. Elettrificazione e innovazione digitale

Un altro pilastro della trasformazione riguarda l'elettrificazione dei trasporti. L'Italia dispone oggi di quasi 84.000 punti di ricarica elettrica attivi, un dato che colloca il Paese tra quelli con la maggiore disponibilità infrastrutturale in Europa.

La crescita futura della mobilità elettrica richiederà però un ulteriore sviluppo delle infrastrutture di supporto: il  Piano nazionale integrato per l'energia e il clima  prevede un possibile  aumento del parco elettrico fino 6,5 milioni di veicoli al 2030,  rendendo necessario continuare a sviluppare reti di ricarica capillari, rapide e integrate con i sistemi energetici.

Fondamentale anche l'aspetto della digitalizzazione. La gestione intelligente dei flussi, lo sviluppo di piattaforme MaaS (Mobility as a Service, modello che favorisce gli spostamenti intermodali con l'integrazione di servizi di trasporto pubblico e privato in un unico canale digitale) e l’analisi dei dati possono contribuire a rendere gli spostamenti più efficienti e personalizzati.

CDP ha finanziato diversi progetti per l’elettrificazione dei trasporti, supportando il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico, l'installazione di colonnine di ricarica e la diffusione di sistemi intelligenti per la gestione della mobilità, favorendo soluzioni di spostamento sempre più sostenibili ed efficienti.

 

Il futuro: la mobilità come infrastruttura del Paese

| numeri raccontano un cambiamento ancora in corso, ma già visibile. La mobilità sostenibile guadagna spazio nelle città, nelle abitudini delle persone e nelle politiche di investimento.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questi segnali in un cambiamento strutturale, riducendo i divari territoriali soprattutto nelle aree dove le alternative all'auto privata sono ancora limitate. Perché una mobilità più sostenibile non è solo una scelta ambientale ma una condizione per un Paese più competitivo e dipende anche dalla capacità di offrire a tutti soluzioni più semplici, efficienti e accessibili.