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Storia

Sosteniamo la crescita dell'Italia dal 1850, valorizzando il risparmio postale per accompagnarne le trasformazioni economiche e sociali. 

  • La fondazione di CDP e l’unificazione dell’Italia

    Istituita il 18 novembre 1850 dal Parlamento del Regno di Sardegna, Cassa Depositi e Prestiti nasce per valorizzare il risparmio e finanziare opere di pubblica utilità. Fin dalle origini, Camillo Benso di Cavour ne intuisce le potenzialità, promuovendone lo sviluppo come leva per la modernizzazione del Paese. 

    Dopo l’Unità del 1861, CDP estende progressivamente il proprio ambito di intervento, contribuendo all’unificazione economica e infrastrutturale dell’Italia. La sua sede segue gli spostamenti della capitale, da Torino a Firenze fino a Roma, mentre la riforma del 1863 consolida il suo ruolo a livello nazionale armonizzando le strutture preesistenti. 

  • La nascita del risparmio postale e la modernizzazione del Paese

    Con l’introduzione dei libretti postali nel 1875, Cassa Depositi e Prestiti rafforza il proprio ruolo nella raccolta del risparmio nazionale con garanzia dello Stato. Il risparmio postale amplia la base finanziaria dell’istituto che contribuisce alla gestione del debito pubblico e allo sviluppo di infrastrutture, scuole e opere idriche su tutto il territorio nazionale.  

    All’inizio del ‘900 si afferma come “amministrazione modello”, partecipando con un proprio stand alle esposizioni universali in Europa e Stati Uniti (Parigi 1900, Saint Louis 1904, Milano 1906, Londra 1909, San Francisco 1910, Torino 1911) e nel 1910 inaugura la sede di via Goito a Roma. 

  • La I Guerra Mondiale e la nascita dei Buoni Fruttiferi

    Durante la Prima Guerra Mondiale, Cassa Depositi e Prestiti svolge un ruolo centrale nel sostegno finanziario allo Stato, contribuendo al collocamento del debito e finanziando la spesa pubblica. 

    Nel dopoguerra, cresce ulteriormente la raccolta e con l’introduzione dei Buoni Fruttiferi Postali nel 1925, CDP amplia gli strumenti di raccolta, rendendo il risparmio accessibile anche ai piccoli investitori, attratti dall'elevato rendimento e dalla possibilità di convertire in qualsiasi momento i buoni in contanti. 

  • Il ruolo nell’economia pubblica durante la crisi e la II Guerra Mondiale

    La crescita del risparmio postale, favorita anche dai Buoni Fruttiferi, ne consolida ulteriormente la capacità di raccolta e l’importanza nel sistema finanziario. 

    CDP sostiene il Paese in una fase di crisi non solo contribuendo alla gestione del debito pubblico ma anche favorendo la nascita e lo sviluppo di realtà strategiche come l’Istituto Mobiliare Italiano (IMI) e l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). 

  • La ricostruzione e lo sviluppo infrastrutturale

    Nel secondo dopoguerra, CDP svolge un ruolo essenziale nella ricostruzione del Paese, contribuendo alla stabilizzazione delle finanze dello Stato. 

    Negli anni del “miracolo economico”, sostiene lo sviluppo infrastrutturale e industriale, finanziando direttamente e indirettamente la realizzazione delle principali reti - elettriche, stradali, ferroviarie e telefoniche - e gli investimenti degli enti locali. 

    Contribuisce anche agli interventi per affrontare le principali emergenze nazionali: dall'inondazione del Polesine nel 1951 al disastro del Vajont nel 1963, dall'alluvione di Firenze del 1966 al terremoto del Belice nel 1968. 

  • La riorganizzazione e la finanza locale

    Tra gli anni Settanta e Ottanta, CDP partecipa alla riorganizzazione del debito degli enti locali e sostiene gli investimenti sul territorio, con un ampliamento delle tipologie di opere finanziate. 

    Interviene nuovamente in occasione di catastrofi naturali, come il terremoto dell’Irpinia del 1980, affiancando alla gestione ordinaria la capacità di risposta a situazioni emergenziali.  

    Con la riforma del 1983, acquisisce maggiore autonomia patrimoniale e contabile, consolidando la propria funzione nel sistema finanziario nazionale. 

  • Le trasformazioni e l’apertura al mercato

    Negli anni Novanta, CDP attraversa una fase di profonda trasformazione, segnata dalle politiche di integrazione europea e dai processi di privatizzazione di partecipazioni rilevanti. 

    Con il riordino del 1999, amplia le proprie attività, operando direttamente con le pubbliche amministrazioni e collocando strumenti finanziari sul mercato. 

    Questa evoluzione culmina nel 2003 attraverso la trasformazione in società per azioni, con il 70% del capitale detenuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e il 30% dalle Fondazioni di origine bancaria (attualmente 82,77% MEF e 17,23% Fondazioni). Si concretizza così l’uscita dal perimetro della Pubblica Amministrazione, consentendole di operare come investitore di mercato. 

  • Il nuovo ruolo strategico

    Dopo la trasformazione in società per azioni, CDP amplia progressivamente il proprio raggio d’azione. Nel 2006 la Banca Centrale Europea la classifica come “Istituzione finanziaria e monetaria”, allineandola alle principali istituzioni promozionali europee. 

    A partire dalla crisi del 2008-2009, CDP assume progressivamente una funzione anticiclica sempre più rilevante, sostenendo l’accesso al credito delle PMI, l’export, la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e il social housing.  

    Nel 2012, con l’acquisizione di SACE (ceduta al MEF nel 2022), SIMEST e Fintecna, nasce il Gruppo CDP. Rileva quote significative in diverse aziende di rilievo nazionale come Eni, Poste Italiane, Terna, a cui segue l’impegno per la creazione di fondi specializzati nelle infrastrutture come F2i Sgr e nel sostegno alle imprese come Fondo Italiano d’Investimento Sgr. 

    Nel 2015 CDP diventa l’Istituzione Finanziaria Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, sostenendo iniziative pubbliche di cooperazione nelle economie emergenti. 

  • Il ruolo europeo e il supporto durante la pandemia

    Nel 2016 Cassa Depositi e Prestiti diventa l'Istituto Nazionale di Promozione italiano, ampliando la propria azione a sostegno della crescita del Paese e dell’attuazione delle principali iniziative europee e nazionali, tra cui il Piano Juncker. 

    Con la crisi legata alla pandemia da Covid-19, CDP attiva misure straordinarie per supportare concretamente il tessuto produttivo e le pubbliche amministrazioni in una fase di forte criticità a livello nazionale e internazionale. 

    Negli stessi anni, viene rafforzato l’impegno per la crescita e l’innovazione, con il lancio di CDP Venture Capital, al fine di sostenere le startup lungo l’intero ciclo di sviluppo, con particolare attenzione ai settori ad alta tecnologia. 

  • Il PNRR e una strategia basata sull’impatto

    Per favorire la ripartenza economica dopo la pandemia, CDP contribuisce all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attraverso attività di finanziamento, gestione delle misure e advisory alle pubbliche amministrazioni locali e centrali, con un supporto di consulenza tecnica e finanziaria per la realizzazione degli interventi, facilitando la spesa delle risorse. 

    Con il Piano Strategico presentato nel 2021, inoltre, il modello di business viene integrato con un’attenzione sempre maggiore all’impatto economico, sociale e ambientale delle attività. 

  • La proiezione estera e lo sviluppo di campioni nazionali

    Con il Piano Strategico “Oggi per l’Italia del futuro”, CDP avvia la creazione di una rete di sedi estere, a partire dall’ufficio di Belgrado, per rafforzare il dialogo con i partner e sostenere l’accesso a opportunità di collaborazione globale. Inoltre, viene affidata a CDP la gestione del Fondo Italiano per il Clima, strumento chiave del Piano Mattei per l’Africa.

    CDP Equity investe su campioni nazionali come Angelini Pharma, sostenendone la trasformazione in un operatore globale nel campo del Brain Health e delle malattie rare, l’espansione nel mercato statunitense e il rafforzamento degli investimenti in ricerca e sviluppo.

  • 1850-1874
  • 1875–1911
  • 1912-1925
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