Cultura e rigenerazione territoriale: 1 milione di euro a tre progetti nel Mezzogiorno
Le risorse della terza edizione del Bando Ecosistemi Culturali al Sud Italia, promosso da Fondazione CDP, con la partecipazione di Intesa Sanpaolo, sosterranno iniziative in Basilicata, Puglia e Abruzzo dedicate a promuovere nuove forme di attivazione culturale, tutela del patrimonio artistico e inclusione sociale
Roma, 1° settembre 2026 - Recupero della memoria storica, valorizzazione delle tradizioni dei territori e partecipazione delle comunità locali: sono questi gli elementi che accomunano i tre progetti selezionati nell’ambito della terza edizione del Bando Ecosistemi culturali al Sud Italia, promosso da Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo CDP, con la partecipazione di Intesa Sanpaolo, attraverso la Direzione Impact della Divisione Banca dei Territori.
Lanciato nell’ottobre 2025 con una dotazione di 1 milione di euro, il bando nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale come strumento di attivazione e coinvolgimento delle comunità nei territori più fragili del Mezzogiorno. L’iniziativa sostiene la creazione di ecosistemi culturali resilienti: reti territoriali che aggregano amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, enti del Terzo settore e comunità locali attorno a un bene storico, artistico o paesaggistico, favorendo opportunità di partecipazione, inclusione sociale e sviluppo economico nelle aree del Sud Italia maggiormente esposte a fenomeni di marginalizzazione e spopolamento.
Nel dettaglio, il bando è rivolto ai Comuni con una popolazione compresa tra i 5.000 e i 100.000 abitanti di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e, novità di questa edizione, anche di Abruzzo e Molise, regioni che fanno parte della Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno (ZES Unica1). Le risorse, assegnate ai progetti selezionati, sosterranno la promozione di immobili pubblici di rilevante interesse locale attraverso attività culturali, artistiche, sociali e naturalistiche capaci di generare impatto sul territorio, rafforzare il senso di comunità e favorire percorsi di inclusione, anche tramite iniziative di inserimento socio-lavorativo per persone in condizione di fragilità.
Tra le proposte presentate, sono state selezionate tre iniziative localizzate in Basilicata, Puglia e Abruzzo, quest’ultima tra le regioni coinvolte per la prima volta in questa edizione.
I progetti selezionati:
- “Officine Monastiche” – Basilicata
Proponente: Orchestra Sinfonica 131 della Basilicata
L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dell’Unione dei Comuni Val Camastra-Basento, attraverso la costruzione di un ecosistema culturale territoriale stabile. Fulcro dell’intervento è la Grancia Certosina di San Demetrio, antico complesso monastico, che sarà trasformato in un hub culturale multifunzionale. Il progetto integra produzione artistica, formazione e partecipazione della comunità, recuperando la tradizione musicale e i saperi locali. - “Alla scoperta dell'emporio del Sud” – Puglia
Proponente: 34° Fuso APS
Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare un ecosistema culturale archeo-industriale del territorio salentino attraverso una rete intercomunale che coinvolge i luoghi più rappresentativi del Museo Archeo-industriale di Terra d’Otranto di Maglie e i Comuni di Cutrofiano, Cursi e Zollino. Un percorso dedicato alle tradizioni produttive locali, che racconta la storia dell’imprenditoria del territorio, delle lavorazioni artigianali e delle produzioni agricole che hanno contribuito alla sua identità. - “RIABITA – Rigenerare Insieme Atri: Beni Immateriali per un Territorio più Attrattivo” – Abruzzo
Proponente: Formatalenti Società Cooperativa Sociale
Il progetto prevede la riattivazione del Museo Etnografico comunale di Atri (Teramo), trasformandolo in un presidio stabile per giovani, scuole e comunità. La programmazione comprenderà attività di formazione e orientamento, coworking, laboratori intergenerazionali e residenze creative.
I risultati conseguiti nelle precedenti edizioni confermano la validità di questo approccio, che rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato per la rigenerazione urbana a matrice culturale. Finora sono stati attivati sedici ecosistemi culturali, dieci dei quali concluderanno le attività entro il 2026, che hanno già raggiunto oltre 20 mila beneficiari tra pubblico e comunità locali. Tra le iniziative già realizzate, in Sicilia il progetto “Matre Terra” ha dato vita al primo percorso di Land Art nel Parco dell’Etna, con opere eco-compatibili selezionate attraverso un contest internazionale, mentre in Campania la Cooperativa sociale Immaginaria Onlus sta valorizzando Palazzo D’Avalos a Procida, storica dimora borbonica successivamente adibita a istituto penitenziario. Nell’ambito della seconda edizione, il progetto “LE.GA.MI.” di Libera Terra Mediterraneo contribuirà al recupero e alla valorizzazione di un casolare settecentesco confiscato alla criminalità organizzata nei pressi di Palermo, mentre “Ria-nimare Pentedattilo” sosterrà la rigenerazione del borgo grecanico calabrese, favorendo il coinvolgimento attivo della comunità locale anche attraverso percorsi di inclusione e inserimento lavorativo.
1 Il decreto-legge n. 124/2023 ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2024, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno - “ZES unica” che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e che sostituisce le attuali Zone economiche speciali frammentate in 8 diverse strutture amministrative.