BRIEF - L’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale | CDP

L’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale

Qual è il posizionamento dell’export italiano nel nuovo scenario globale segnato da tensioni geopolitiche, protezionismo e nuove politiche industriali? Quali sono i punti di forza che ne hanno sostenuto la resilienza e quali i principali rischi per il futuro? In che modo le strategie europee e la riconfigurazione delle catene del valore stanno creando nuove opportunità per le imprese italiane?

Questi alcuni degli interrogativi al centro del nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto, che analizza l’evoluzione dell’export italiano nel nuovo contesto geoeconomico internazionale, evidenziando i fattori di resilienza del sistema produttivo nazionale, i rischi emergenti e le possibili direttrici di sviluppo sui mercati europei ed extra-UE.

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  • L’attuale contesto internazionale è segnato da un indebolimento del sistema multilaterale e da una crescente frammentazione delle relazioni economiche, con il ricorso sempre più diffuso a dazi, restrizioni e politiche industriali selettive.
  • Nonostante ciò, il commercio globale mantiene livelli elevati, ma cambia natura: la distanza geopolitica diventa un fattore determinante nell’orientare i flussi di merci e capitali.
  • In questo scenario, l’Unione Europea sta riorientando il proprio paradigma di policy verso autonomia strategica e sicurezza economica, accompagnandolo con una strategia di diversificazione commerciale e nuovi accordi di libero scambio.

L’export italiano conferma una significativa capacità di tenuta, ma all’interno di uno scenario sempre più selettivo e competitivo:

  • nel 2025 l’export italiano di beni ha raggiunto 643 miliardi di euro, in crescita del 3,3% in valore e dello 0,7% in volume, con una performance migliore rispetto ai principali partner europei;
  • la resilienza dell’export riflette una forte diversificazione geografica e merceologica, nonché un posizionamento competitivo fondato su qualità e presenza in nicchie globali ad alto valore aggiunto;
  • il sistema si caratterizza per una base ampia di PMI esportatrici, affiancate da un numero più ristretto di grandi imprese, che contribuiscono alla diffusione capillare del Made in Italy sui mercati internazionali.

In questo quadro, l’export italiano risulta esposto a una molteplicità di rischi. Tra principali:

  • il rafforzamento del protezionismo, in particolare negli Stati Uniti;
  • la competitività di costo, penalizzata da prezzi energetici elevati e dalla volatilità dei noli;
  • la pressione competitiva della Cina, che ormai interessa anche segmenti a tecnologia medio-alta;
  • l’impatto delle tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente.

Emergono, però, alcune direttrici strategiche per sostenere il posizionamento competitivo dell’export italiano:

  • valorizzare le opportunità offerte dalle politiche europee, in particolare nei settori strategici legati a transizione energetica, difesa e filiere tecnologiche;
  • rafforzare la presenza nei mercati extra-UE attraverso la diversificazione geografica e l’utilizzo degli accordi di libero scambio;
  • potenziare l’export di servizi, in particolare quelli tecnico-ingegneristici, che possono agire da volano per la manifattura;
  • sostenere l’innovazione tecnologica, condizione necessaria per mantenere il presidio delle nicchie ad alto valore aggiunto.
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