Social Housing, a Firenze già 56 famiglie hanno trovato casa grazie all’Osteria Social Club

Al via in Toscana un progetto sperimentale di riqualificazione immobiliare con alloggi e welfare di comunità. Servizi collaborativi e attività di inclusione sociale per gli inquilini degli appartamenti a canone calmierato.

Recuperare immobili degradati e restituirli alle città, con appartamenti, a disposizione di chi non riesce a sostenere gli affitti di mercato, e servizi per la comunità: è una delle pratiche con cui si  declina la sostenibilità in Cassa Depositi e Prestiti, in linea con il  Piano Industriale 2019-2021.

Così a Firenze sono stati consegnate le chiavi di 56 sui  66 appartamenti con affitto a canone calmierato. I restanti 17, fino a raggiungere un totale di 83 complessivamente previsti , per l’ex “Casone” di via dell’Osteria nel quartiere Piagge oggi rinominato “Osteria Social Club, saranno messi a disposizione del “terzo settore”.

I lavori di recupero dell’edificio, in passato occupato abusivamente , si sono conclusi nei tempi prestabiliti (a maggio 2019 CDP si era impegnata a restituire l’edificio alla città entro il 2020), andando a riqualificare una delle zone più popolari della città di Firenze. 

Siamo orgogliosi di un intervento efficiente e sostenibile, è stata mantenuta la promessa fatta un anno fa”, ha detto il Direttore Generale di CDP Investimenti SGR (Gruppo CDP) Marco Sangiorgio, in occasione di un sopralluogo a cui hanno partecipato tra gli altri il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori.


Dal Casone all’Osteria Social Club
L’intervento di via dell’Osteria è stato possibile grazie a un’azione congiunta di Fondazione CR Firenze e Comune di Firenze con il supporto  finanziario di Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo Investimenti per l’Abitare, l’anchor investor del Fondo Housing Toscano gestito da InvestiRE SGR che ha realizzato l’intervento edilizio.

Il complesso immobiliare ‘Osteria Social Club’ ha richiesto un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro per la realizzazione dell’intervento.

“Osteria Social Club”, la cui gestione è stata affidata alla cooperativa Abitare Toscana, si sviluppa su quattro piani con 83 appartamenti di dimensioni diverse e spazi destinati ad attività collettive e a servizi alla residenza. Le opere di urbanizzazione connesse all’intervento hanno portato alla realizzazione di alcuni parcheggi e di un parco pubblico.

Negli appartamenti vivranno famiglie e singoli cittadini selezionati con un bando promosso dal Comune di Firenze: fra i requisiti di selezione la residenza o lo svolgimento di attività lavorativa nell’ambito territoriale regionale e un reddito familiare superiore a quello previsto per gli alloggi di edilizia residenziale popolare, ma non sufficiente per sostenere gli affitti di mercato.

Il progetto sperimenterà il welfare di comunità, tramite la realizzazione di servizi collaborativi e di attività di inclusione sociale, migliorando le condizioni di vita degli inquilini. A supporto della futura comunità ci sarà anche la APP ‘Abito in Community’, realizzata da Abitare Toscana. Si tratta di un’applicazione per smartphone, che consente gratuitamente di gestire servizi come il car pooling, i gruppi di acquisto, la banca del tempo, la gestione di spazi e l’organizzazione di eventi,  aiutando  gli inquilini a vivere come vicini di casa parte di una vera e propria community.


La Sostenibilità
Con il progetto ‘Osteria Social Club’, CDP contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU 1 (Povertà zero), 10 (Ridurre l’ineguaglianza all’interno e fra le Nazioni) e 11 (Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili)), sviluppando i punti qualificanti degli interventi  di social housing ovvero di edilizia privata social. Si tratta, infatti, di un‘iniziativa di rigenerazione urbana messa in atto grazie alla partnership pubblico-privata di una pluralità di attori che potenzia e amplifica l’offerta abitativa rispondendo, in modo professionale e innovativo, alle esigenze di fasce specifiche di persone in condizione di fragilità, prevedendo inoltre  la destinazione di spazi  per la realizzazione di progetti di comunità gestiti da soggetti del terzo settore.

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