Ristrutturazione Palazzo Peccerillo - Comune di Macerata Campania

Macerata Campania, la città di Sant'Antuono e la pastellessa

Nella bassa valle del fiume Volturno, adagiata in una zona verde e collinare della provincia di Caserta, sorge Macerata Campania.

Il comune, di poco più di diecimila abitanti, ha una storia antica legata ai destini e ai fasti dell’antica Capua. ll toponimo Macerata infatti, deriva dal latino maceria, nel senso di città abbattuta, ridotta in macerie ed è ritenuto legato appunto alla distruzione della città di Capua antica e dei suoi casali da parte dei Vandali, guidati da Genserico. Da qui una lunga storia che legò queste fertili terre a longobardi, normanni, svevi, angioini e aragonesi.

L’edificio più iconico del borgo è senza dubbio la Chiesa abbaziale dedicata a San Martino vescovo di Tours. L’anno di costruzione è incerto ma le fonti locali la ritengono antecedente il 688, anno del rinvenimento del corpo di San Rufo Diacono e Martire, in queste terre, e comunque prima del 935, anno di nascita del santo locale Stefano Minicillo, che proprio nella chiesa del suo villaggio si avvicinò alla fede. Nel corso degli anni la chiesa ha subito continui cambiamenti. La struttura attuale si deve all'opera del parroco Biagio Iodice, Abate curato dal 1921 al 1936. L’edificio custodisce affreschi di stile neoclassico, tre nicchie lignee contigue di gusto barocco che sovrastano l'altare di marmo policromo e acquasantiere in marmo di Carrara. Il soffitto ligneo, a cassettoni, presenta un affresco centrale raffigurante il santo, vescovo di Tours. Da vedere anche il santuario del Roseto, chiesetta ristrutturata nel 1857 sul Monte delle Rose, da cui si gode un'ampia veduta panoramica della valle del calore.

Ma Macerata Campania è famosa soprattutto per la festa dedicata a Sant'Antonio Abate, meglio noto come Sant'Antuono, che ricorre il 17 gennaio. Nei giorni che precedono questa data si organizza la caratteristica sfilata delle Battuglie di Pastellessa, ovvero dei Carri di Sant'Antuono cioè carri allegorici a forma di barche, le cui origini si perdono nel tempo. Su questi carri i componenti, detti bottari, percuotono armonicamente botti, tini e falci, che utilizzati come dei veri e propri strumenti musicali da percussione producendo la caratteristica sonorità maceratese, denominata appunto Pastellessa. Ogni anno prendono parte all’evento più di 1500 percussionisti, rendendo la festa di Sant’Antuono uno spettacolo di tradizione e folklore noto in tutta la provincia.

Consci dell’alto valore culturale e sociale di borghi tipici come quello di Macerata Campania, noi di Cassa Depositi e Prestiti siamo orgogliosi di aver contribuito alla ristrutturazione di Palazzo Peccerillo, sede della villa comunale e della polizia municipale del paese.