Ristrutturazione istituto comprensivo "Margherita Hack"- Comune di Montemurlo

Montemurlo, dalla guerra a Cosimo de' Medici a borgo dei Macchiaioli

A metà strada tra Prato e Pistoia, adagiato sui rilievi subappenninici che dal Monte Javello si spingono a sud verso la piana di Firenze sorge Montemurlo un comune di circa 18.000 abitanti in provincia di Prato.

Giungendo a Montemurlo, sulla sommità del colle che sovrasta il centro abitato, si intravede la Rocca: il fulcro del sistema di fortificazioni del castello, dove si sviluppò il borgo di origine medievale. Sorto come avamposto difensivo, appartenne alla famiglia Guidi e, in epoca ottocentesca, l'intero complesso architettonico subì interventi di ristrutturazione e di restauro. Nascosta nella vegetazione, protetta da piante secolari, la Rocca con il suo ampio giardino, parte all'italiana parte a bosco, è stata inserita tra le Meraviglie d’Italia in occasione del 150° dell’Unità d’Italia. Sulla piazza del borgo della Rocca si trova anche la Pieve di San Giovanni Decollato, costruita fra il 1085 e il 1096: un luogo antico che profuma di sacro mistero.

La Rocca non è l'unica testimone di un passato denso di avvenimenti per la cittadina toscana dove nel 1537, si svolse la famosa battaglia tra i sostenitori di Cosimo I de' Medici, duca di Firenze, e i fuoriusciti repubblicani, oppositori della presa di potere mediceo, capeggiati da Baccio Valori e Filippo Strozzi. Il territorio nei dintorni del borgo è ricco di ville e tenute di proprietà di famiglie mercantili fiorentine che ricordano quel periodo, come Villa di Galceto, Villa Strozzi, Villa Pazzi e Villa Giamari, attuale sede della Biblioteca comunale.

La più importante fra le ville montemurlesi, sia per la sua posizione dominante, sia per la sua maestosa mole, è Villa del Barone, situata sulle pendici del Monte Javello a dominare la piana lungo la strada verso Albiano. Fatta costruire nel '500 da Baccio Valori, ospitò ripetutamente personaggi celebri, fra i quali i Granduchi di Toscana. Dentro le sue mura fu tramata la congiura contro i Medici degli Strozzi e dei Valori. La maestosa facciata è caratterizzata dal forte bugnato angolare e dai balconi su mensole delle finestre del primo rialzato mentre gli interni hanno decorazioni barocche e neoclassiche. La villa divenne secoli dopo dimora del pittore Cristiano Banti (1824-1904), il quale vi accolse numerosi artisti e vi formò una delle prime collezioni di opere della scuola dei Macchiaioli.

Dagli anni '60 del secolo scorso Montemurlo ha ricevuto la spinta decisiva verso l'industrializzazione nel tessile che rappresenta oggi la sua forza economica. Proprio dal restauro di un edificio che un tempo ospitava una fabbrica tessile (la Carbonizzo) è nato il Centro Culturale La Gualchiera, opera di riqualificazione urbana alla quale noi di Cassa Depositi e Prestiti siamo orgogliosi di aver contribuito. Contemporaneamente abbiamo portato avanti il nostro impegno nei confronti del Comune di Montemurlo contribuendo alla ristrutturazione dell'Istituto comprensivo Margherita Hack. Interventi in linea con la nostra missione che ci vede da 170 anni al fianco delle amministrazioni locali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio.