Nuova vita per il municipio di Barengo, paladina della resistenza partigiana

Il gruppo di case che compone l'abitato di Barengo, grazioso Comune di quasi 800 anime della provincia di Novara, sorge a ridosso di una delle dorsali moreniche della provincia, tra il fiume Sesia e il torrente Agogna. 

L'abitato dal sapore antico, disteso fra i vigneti e il pendio boschivo di una dolce collina e una pianura di pioppi e risaie, è sovrastato da un imponente castello quattrocentesco oggi residenza di un'importante famiglia novarese. La fortificazione probabilmente è tra le meglio conservate e più scenografiche di tutta la provincia.

Appena fuori dal castello e a ridosso della collina sorge la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, edificata nel XIV secolo e restaurata nel 1640 e in epoche successive. Tra gli edifici religiosi meritevoli di una visita ci sono gli oratori di Santa Maria di Campagna e di San Rocco che conservano al loro interno affreschi a carattere religioso del XV secolo.

Lungo una strada di campagna che parte dalla provinciale per Borgomanero, celate dai rami delle robinie che vi sono cresciute intorno e dall'edera che parzialmente le ha ricoperte, si trovano le rovine dell'antico oratorio di San Clemente, un tempo uno dei luoghi più emblematici del territorio. Pervaso di quel fascino romantico del monumento in rovina, risale al XII secolo ed è testimone dell'epoca in cui il primitivo insediamento longobardo di Barengo, Vabarone, sorgeva ancora nei pressi dell'Agogna.

Anche i capitoli più recenti della storia hanno bussato alla porta del piccolo comune che ha dato i natali al partigiano Giacomino Foglia, noto col nome di battaglia Tek, e ha visto ben 25 fra i suoi residenti (tra cui due donne) impegnarsi nella lotta armata contro il nazifascismo.
Otto di essi sono caduti in episodi e momenti diversi della resistenza e sono ricordati su una lapide affissa sulla facciata del Municipio di Barengo, edificio che noi di Cassa Depositi e Prestiti abbiamo recentemente contribuito a ristrutturare.