Next Generation EU: cosa significa per l’economia italiana?

Cosa prevede il programma Next Generation EU? E quali sono gli impatti di questa iniziativa sull’economia italiana?

Il brief intende fornire una risposta a questi interrogativi, con una stima degli effetti che le risorse del programma europeo potrebbero generare nel sistema economico italiano.

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  • In questo brief si stima l’impatto del programma Next Generation EU, così come approvato dal Consiglio Europeo lo scorso 21 luglio.
  • Il pacchetto prevede 750 miliardi di euro complessivi che la Commissione europea dovrebbe reperire sul mercato tramite emissioni di titoli garantiti dal bilancio europeo.
  • Analizzando i criteri di allocazione delle risorse, l’Italia potrebbe ricevere circa 205 miliardi di euro, di cui 77 in sovvenzioni, 126 in prestiti e 2 in garanzie.
  • In base alle simulazioni effettuate, si stima che tra il 2021 e il 2024 il programma porterebbe ad un aumento medio annuale del livello del PIL dell’UE di circa l’1,3% rispetto al PIL atteso senza le risorse di Next Generation EU.
  • Per l’Italia, il beneficio sarebbe ancora più elevato: fino a +3,1% l’aumento medio annuale del livello del PIL stimato entro il 2024 grazie all’effetto di Next Generation EU.
  • Si prevede inoltre nel medio periodo una riduzione del rapporto debito/PIL in Italia di oltre 17 punti percentuali.
  • Si stima che, grazie alle risorse di Next Generation EU, l’Italia potrebbe recuperare il livello di PIL precedente alla crisi finanziaria globale entro il 2024 e quello precedente alla crisi pandemica entro il 2022.
  • Il payoff per l’Italia è dunque molto elevato ma potenzialmente di breve periodo se le risorse non venissero impiegate in piani di riforma strutturali con impatti durevoli in termini di produttività.
  • Serve presentare un piano di azione ambizioso e credibile sia per avere accesso alle risorse che per impiegarle in programmi che lascino al paese cambiamenti strutturali del quadro economico e istituzionale.
  • Possono giocare un ruolo rilevante le istituzioni con presenza granulare sul territorio e caratterizzate da processi già consolidati di certificazione dell’utilizzo dei fondi europei.
  • Gli Istituti Nazionali di Promozione, quale CDP, hanno già meccanismi di rendicontazione sull’utilizzo dei fondi (ad es. Piano Jucker) che possono assicurare piena trasparenza e accountability nell’utilizzo delle risorse.
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