La nuova via della logistica: come cambia il motore invisibile dell’economia italiana | CDP

La nuova via della logistica: come cambia il motore invisibile dell’economia italiana

Qual è il ruolo della logistica nell’economia italiana e perché è considerata una leva per la competitività del Paese? Quali sono le caratteristiche principali e le sfide del settore? In che modo il nuovo scenario globale sta influenzando la geografia del settore?

Questi alcuni degli interrogativi al centro del nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto, che analizza il settore della logistica cruciale per l’efficienza delle filiere, l’integrazione dei mercati e l’attrattività degli investimenti – evidenziando le principali sfide (digitalizzazione, ultimo miglio, sostenibilità) e le opportunità legate alla riconfigurazione delle catene del valore e alla regionalizzazione degli scambi.

Leggi i key messages dello studio e scarica il documento per tutti gli approfondimenti.

  • La logistica, intesa come l’insieme delle attività di gestione e trasporto del flusso di merci, ha importanti effetti sul sistema economico: un milione di euro investito genera 2,1 milioni di euro di produzione complessiva addizionale.
  • Con oltre 120 miliardi di euro di fatturato, 72 mila imprese e 720 mila addetti, la filiera della logistica italiana è la terza più grande d’Europa per dimensione, dopo Germania e Francia.
  • Il settore, tuttavia, è segnato da un forte dualismo dimensionale: accanto a grandi operatori integrati, coesiste una moltitudine di micro e piccole imprese, spesso concentrate nel trasporto su gomma e con limitata capacità di innovazione.

Alcune caratteristiche strutturali del settore influenzano l’efficienza e la competitività dell’intera filiera.

  • Molti fornitori italiani nelle operazioni di vendita all’estero si trovano in una posizione negoziale debole rispetto ai grandi buyer esteri, che spesso si avvalgono di operatori logistici del proprio Paese o di circuiti internazionali.
  • Dinamiche di costo, pressioni competitive ed evoluzione della domanda verso una maggiore qualità del servizio conducono alla ricerca di economie di scala e di integrazione verticale (oltre 250 operazioni di fusione e acquisizione negli ultimi dieci anni).
  • La logistica italiana è ancora fortemente sbilanciata sul trasporto stradale (88% dei volumi interni), mentre l’intermodalità fatica a decollare per via di costi elevati e mancanza di collegamenti efficienti di penultimo e ultimo miglio.

In questo scenario, la transizione digitale e la ricerca di un equilibrio tra sostenibilità economica e ambientale stanno ridefinendo le priorità del settore.

  • La logistica smart abilita processi più efficienti nelle fasi di pianificazione ed esecuzione della supply chain.
  • L’ottimizzazione dell’ultimo miglio logistico diventa sempre più strategico per effetto della crescita dell’e-commerce.
  • L’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale si posizionano come partner privilegiati nei rapporti con le aziende soggette agli obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità.

A livello globale, infine, la ricerca di filiere più resilienti e la regionalizzazione degli scambi aprono nuove opportunità all’Italia e al Mezzogiorno per tornare al centro delle rotte. Per poter cogliere a pieno questa opportunità, sono essenziali:

  • il potenziamento delle infrastrutture, facendo leva sulla riforma del sistema portuale, sul completamento dei corridoi transeuropei e lo sviluppo del trasporto merci su ferro;
  • la piena valorizzazione di strumenti di politica industriale, come le Zone Economiche Speciali (ZES) o le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), per attrarre investimenti e sostenere la crescita dimensionale delle imprese.

 

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