Inframed: soddisfazione di Bassanini per il ruolo riconosciuto al Fondo dal Vertice Franco-Italiano

Comunicato stampa

Inframed: soddisfazione di Bassanini per il ruolo riconosciuto al Fondo dal Vertice Franco-Italiano

Roma, 6 dicembre 2012

Aprendo a Parigi la riunione dell’ Investment Board del Fondo Inframed, Franco Bassanini, presidente di Cassa depositi e prestiti (CDP), ha sottolineato che un importante riconoscimento del ruolo del Fondo è venuto dal vertice bilaterale franco-italiano tenutosi a Lione lunedì scorso.

Nella dichiarazione comune approvata al termine del summit si afferma infatti che “Francia e Italia sostengono in particolare lo sviluppo di strumenti in grado di mettere in sicurezza gli investimenti, secondo l’esempio del fondo InfraMed – strumento finanziario sviluppato nel quadro dell’Unione per il Mediterraneo e i cui principali investitori sono la Caisse des dépôts e la Cassa depositi e prestiti”

“Il Vertice ha così riconosciuto il ruolo strategico di Inframed nella cooperazione tra l’Europa e i Paesi del Sud ed Est del Mediterraneo - ha affermato Bassanini - e allo stesso tempo ha sottolineato il successo delle iniziative a favore dello sviluppo e della crescita che scaturiscono dalla collaborazione, anche internazionale, tra investitori di lungo periodo”.

Costituito a metà 2010 per iniziativa di CDP, CDC, Banca Europea per gli Investimenti, Caisse des Dépôts et de Gestion del Marocco e EFG Hermes (Egitto), Inframed è un fondo chiuso di investimento che ha come principale obiettivo il finanziamento delle infrastrutture nei settori dei trasporti, dell’acqua, dell’energia e delle aree urbane dei Paesi del Sud e dell'Est del Mediterraneo.

Il Fondo ha effettuato nel 2012 le  sue prime operazioni di investimento acquisendo:

·     il 20% della società di gestione del Porto di Iskenderun in Anatolia, con l’obiettivo di rendere l’infrastruttura uno dei principali terminal cargo del Mediterraneo;

·      il 7,5% di Egyptian Refinery Company (ERC), impegnata nella realizzazione di un’importante piattaforma per la raffinazione del petrolio, del valore di 3,5 miliardi di euro;

·      il 49% di una joint venture con la cipriota EPGE, finalizzata all’installazione in Giordania di un parco eolico.

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