Comunicato stampa

CDP e i principali Istituti nazionali di Promozione a supporto delle PMI europee

Presentato con Bpifrance, British Business Bank, ICO e KfW uno studio sulle opportunità di sviluppo nei mercati esteri

Bruxelles, 7 marzo 2018

Cassa depositi e prestiti (CDP) insieme agli istituti nazionali di promozione delle prime cinque economie d’Europa - Bpifrance, British Business Bank, Instituto de Crédito Oficial, e KfW, ha presentato oggi uno studio congiunto focalizzato sull’attività nei mercati esteri delle piccole e medie imprese dei propri paesi d’appartenenza.

Dallo studio emerge che la UE nel 2016 continua ad essere il maggiore esportatore al mondo. E per poter mantenere ed accrescere questo trend positivo è necessario favorire lo sviluppo delle PMI all’estero, innanzitutto facilitandone l’accesso al credito.

Con esportazioni di beni e servizi pari a 6,8 trilioni di euro, l’UE ha una quota del 30% del mercato mondiale – pari al doppio di quella dei paesi NAFTA che includono USA, Canada e Messico. Le esportazioni intra-EU rappresentano il 60% del totale. Tutti segni che il mercato unico europeo funziona, registrando negli ultimi due anni una forte crescita.

Nonostante le PMI contribuiscano per più del 50% in termini di valore aggiunto del PIL all’interno dei mercati nazionali, e rappresentino circa due terzi della forza lavoro, meno del 30% di queste riesce a esportare i propri beni o servizi, e solo il 3% riesce a investire direttamente in paesi esteri.

Lo studio suggerisce quindi di allargare l’ambito delle attività al mercato europeo, da cui possono provenire ottime occasioni di sviluppo.

Nonostante le ottime possibilità di espansione sui mercati internazionali, solo un numero limitato di PMI prende in considerazione di sviluppare attività di import – export nel futuro. Gli ostacoli principali ad una maggiore internazionalizzazione riguardano la poca informazione, le difficoltà di individuare eventuali aziende partner all’estero, la farraginosità dei processi amministrativi e il numero esiguo di risorse umane impiegate.

Dallo studio emerge inoltre che il Gruppo CDP fornisce un forte sostegno all’internazionalizzazione delle PMI italiane attraverso una duplice azione: direttamente, finanziandone le esportazioni; indirettamente, agendo sui fattori che ne aumentino la competitività, come maggiore innovazione e digitalizzazione. Al contempo, il Gruppo è anche impegnato ad accrescere la dimensione media delle imprese per favorire una maggiore efficienza dei processi produttivi e dare ulteriore impulso all’export.

Tra il 2010 e il 2016, le esportazioni italiane sono aumentate dal 25,2% al 29,8% del PIL. A differenza degli altri Paesi europei, le PMI del Paese sono il motore degli scambi commerciali italiani, importando ed esportando significativamente di più delle grandi imprese.

“Gli ostacoli che affrontano le PMI per potersi espandere all’estero sono molteplici e differiscono nei vari paesi. Tuttavia una questione accomuna tutte le realtà in Europa: la difficoltà di accesso al credito. Gli Istituti di promozione Nazionale hanno una lunga storia nel finanziamento alle PMI. In Francia, Germania, Italia e Spagna gli INP svolgono un ruolo chiave anche nel sostegno all’export finance delle PMI”, concordano in una dichiarazione comune Nicolas Dufourcq, Direttore generale di Bpifrance, Fabio Gallia,Amministratore delegato Cassa depositi e prestiti, Pablo Zalba Bidegain, Amministratore delegato dell’Instituto de Crédito Oficial, Günther Bräunig, Amministratore delegato di KfW and Keith Morgan, Amministratore delegato di British Business Bank.

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