Smart city

Smart City

Progetti di sviluppo e strumenti di finanziamento


Il tema delle Smart City è ormai da alcuni anni al centro di un intenso dibattito. La necessità di ripensare gli spazi urbani focalizzando l’attenzione sui bisogni dei cittadini, razionalizzando le risorse e rendendo più efficiente l’erogazione dei servizi ha acquisito, infatti, un ruolo chiave nella definizione di possibili percorsi di sviluppo per le città.

In questo contesto, l’innovazione tecnologica permette di prefigurare scenari che solo un decennio fa apparivano inimmaginabili, ponendo con forza la questione di quale sia la via migliore per liberare il potenziale insito nelle tecnologie oggi disponibili.

Se, infatti, da un punto di vista meramente teorico è oggi possibile immaginare una città intelligente a misura dell’utente finale, che incorpori servizi e processi in grado di ottimizzare le risorse disponibili; su un piano pratico la progettazione deve necessariamente tenere in considerazione non solo le peculiarità del singolo agglomerato urbano, ma soprattutto la fattibilità degli interventi sia sotto il profilo organizzativo, sia in termini economico-finanziari.

La programmazione degli interventi secondo una vision chiara e di lungo periodo da un lato, la finanziabilità degli investimenti dall’altro, rappresentano i due nodi critici che, di fatto, impediscono alle Smart City di abbandonare definitivamente il piano delle formulazioni di principio per entrare nel mondo reale.

Un primo passaggio ineludibile è rappresentato dalla definizione di cosa sia una Smart City. Il dibattito in corso, infatti, ha generato la proliferazione di opinioni e punti di vista talvolta discordanti che hanno saputo cogliere solo parzialmente il fenomeno, dando luogo a distorsioni semantiche e contribuendo a generare l’idea che una città si possa qualificare come intelligente anche se conduce singole iniziative estemporanee e non coordinate.

Al contrario, si è ormai consolidata la convinzione che la realizzazione di una Smart City tragga origine dalla costruzione di una visione strategica, pianificata, organica e connessa alla capacità di leggere le potenzialità dei territori, da parte di un organo politico in grado di ripensare la città in un orizzonte di lungo periodo e con un approccio integrato, che consenta di intervenire in un ampio ventaglio di ambiti.

L’effettivo sviluppo di una Smart City implica, quindi, un percorso continuo di innovazione che si traduca nell’erogazione di nuovi servizi e nella fruizione di nuovi prodotti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, anche attraverso un più attento coinvolgimento dei cittadini nei processi di governo e un monitoraggio puntuale dei bisogni reali.

Questo percorso, tuttavia, richiede investimenti, anche di natura infrastrutturale, il cui livello non può essere soddisfatto esclusivamente dalla finanza pubblica. Sebbene, infatti, il suo utilizzo sia giustificato per raggiungere obiettivi di pubblica utilità e per superare alcuni fallimenti di mercato (ad esempio laddove il livello di maturità della tecnologia renda eccessivamente rischioso l’investimento), nell’attuale congiuntura emerge la necessità di attingere a capitali privati, anche attraverso l’ulteriore coinvolgimento di investitori istituzionali.

In questo contesto risulta cruciale valutare il grado di maturità delle diverse opzioni tecnologiche disponibili, anche allo scopo di determinare l’evoluzione dei possibili modelli di business e l’impatto sulla sostenibilità economico-finanziaria. I differenti ambiti d’applicazione, infatti, evidenziano caratteristiche estremamente eterogenee in termini di fabbisogno infrastrutturale, complessità degli interventi, necessità di investimenti.

Alla luce di queste considerazioni, il presente rapporto si pone l’obiettivo di individuare una via sostenibile per le Smart City, sia dal punto di vista della progettualità, sia in relazione al reperimento delle fonti di finanziamento necessarie per gli interventi.

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