Gas naturale

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Il mercato del gas naturale in Italia: lo sviluppo delle infrastrutture nel contesto europeo

Il mercato del gas naturale sta attraversando un periodo di profondi mutamenti. In uno scenario di costante sviluppo dei consumi una serie di fattori contribuiscono a ridefinire in modo sostanziale gli equilibri geopolitici globali, attuali e prospettici.

Si stanno affacciando sulla scena nuovi Paesi produttori, in particolare in Medio Oriente, nell’area del Caspio e nel Sud-Est Asiatico, mentre dal lato della domanda si afferma con sempre maggior forza il ruolo di traino delle economie emergenti sudamericane, della Cina e dell’India.

Contestualmente, gli Stati Uniti, fino a pochi anni fa importatori netti, grazie alla produzione di ingenti quantità di gas non convenzionale hanno raggiunto una sostanziale autosufficienza e si candidano a diventare un potenziale Paese esportatore.

Queste tendenze determinano nuovi assetti nelle diverse regioni, con un impatto significativo sugli equilibri di domanda e offerta e sui meccanismi di formazione del prezzo.

In linea generale, l’allontanamento dei campi di produzione dai centri di consumo rende sempre più necessario il ricorso al commercio internazionale per soddisfare i fabbisogni di gas nei singoli mercati nazionali. In questo contesto globale, il trasporto di gas via nave è quello maggiormente in grado di rispondere in tempi rapidi all’emergere di nuove componenti di domanda, grazie alle sue caratteristiche di flessibilità.

Questa circostanza risulta particolarmente rilevante in alcune aree come l’Estremo Oriente, il Nord e il Sud America dove la localizzazione dei giacimenti da un lato, la relativa scarsità di gasdotti dall’altro, rischiano di isolare i mercati, ostacolando l’incontro tra domanda e offerta.

Peraltro, è importante evidenziare come il Gas Naturale Liquefatto (GNL) possa contribuire, in prospettiva, a superare la regionalizzazione che ancora oggi contraddistingue il mercato internazionale del gas, caratterizzato da diverse zone di formazione del prezzo, con dinamiche di domanda, offerta e fornitura estremamente disomogenee tra loro.

A mercati come quello nordamericano – resi sempre più liquidi dall’immissione di ingenti quantità di gas, anche non convenzionale – infatti, si contrappongono aree come il Sud-Est asiatico, la cui completa dipendenza dall’estero per la copertura del fabbisogno, rende particolarmente rigida la struttura del settore.

Solo l’incremento delle relazioni internazionali e dei flussi di scambio potrà contribuire in modo significativo a una progressiva convergenza dei diversi mercati, con un impatto positivo sulla diversificazione degli approvvigionamenti, sulla competitività tra fonti alternative e sulle condizioni di fornitura all’utenza finale.


Europa

L’Europa si trova in mezzo al guado. Sebbene nel corso degli ultimi anni i Paesi UE abbiano assunto una posizione di leadership nella promozione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, il gas rappresenta ancora un asse portante per la crescita del sistema, coprendo oltre un quarto dei consumi finali di energia. In prospettiva, peraltro, questo ruolo è destinato a consolidarsi sia in virtù dell’impatto ambientale relativamente contenuto, sia per effetto del declino nell’utilizzo del petrolio e del nucleare.

Gli scenari di sviluppo mostrano come, nel corso dei prossimi due decenni, pur in presenza di una debole dinamica dei consumi, la dipendenza dai Paesi extra-UE per la copertura del fabbisogno interno di gas sia destinata a inasprirsi a causa del declino della produzione interna, per superare l’80% nel 2030.

Proprio questo fattore ha indotto la Commissione Europea ad adottare una serie di provvedimenti per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti di fornitura e la realizzazione delle infrastrutture necessarie a supportare uno sviluppo armonico del mercato.


Italia

Il posizionamento geografico del nostro Paese lo pone nella condizione di poter intercettare ingenti flussi di importazione provenienti dai mercati del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Asia centrale. Questa circostanza consentirebbe all’Italia di non essere più solo un mercato di destinazione per il gas necessario a coprire il fabbisogno interno, ma di diventare un mercato di transito per i flussi diretti in Europa centro-meridionale.

A oggi, l’Italia è il Paese UE che evidenza il maggior ricorso a questa fonte energetica, sia come input per la generazione elettrica (quasi il 50%, a fronte di una media UE pari al 23,6%), sia, più in generale, nel soddisfacimento dei consumi primari (circa il 35% vs il 25,1% a livello europeo). Con queste premesse il gas rappresenta un fattore fondamentale per la sicurezza energetica, anche per effetto di un grado di dipendenza dall’estero che ha superato il 90% del fabbisogno complessivo.

La realizzazione di nuovi terminali di rigassificazione, di gasdotti in grado di connettere l’Italia ai promettenti bacini del Medio Oriente e del Caspio, di capacità in contro-flusso verso Nord e di capacità di stoccaggio addizionale consentirebbe di assicurare una progressiva diversificazione delle fonti di approvvigionamento in concorrenza tra loro e di aumentare i volumi scambiati alla Borsa del gas.

Questi due fattori renderebbero il mercato più liquido, contribuendo a far emergere un segnale di prezzo legato agli equilibri di domanda e offerta, a incrementare la competitività del mercato e a innestare un processo di convergenza con gli altri Paesi UE.

Il perseguimento di questi obiettivi risulta particolarmente ambizioso e richiederà lo sforzo congiunto non solo degli attori istituzionali coinvolti, ma anche di tutti gli operatori presenti a vario titolo nel mercato.

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