Buoni Fruttiferi Postali: Faq sul risparmio postale | CDP

F.A.Q.

Buoni fruttiferi postali

Questa sezione è dedicata alle FAQ (domande più frequenti) sul Risparmio Postale, raggruppate per prodotto e tematica. Le FAQ hanno per oggetto le principali caratteristiche finanziarie dei nostri prodotti e le procedure amministrative di interesse specifico della nostra clientela.

Sugli argomenti trattati, quando necessario, è stato indicato il riferimento normativo.

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Ho acquistato un Buono Fruttifero Postale che vorrei rimborsare in anticipo rispetto alla sua scadenza naturale. È possibile che si verifichino perdite in conto capitale?

Tutte le tipologie di Buoni Fruttiferi Postali garantiscono il rimborso del 100% del capitale sottoscritto, pertanto non esiste la possibilità che il valore di rimborso del Buono risulti inferiore al valore nominale del Buono stesso in qualunque momento venga richiesto il rimborso. Si ritiene opportuno segnalare che l'applicazione dell'imposta di bollo, ove dovuta, potrebbe determinare in alcuni casi un valore di rimborso netto inferiore al valore nominale sottoscritto. In tali casi, su iniziativa di Cassa depositi e prestiti e Poste Italiane, in caso di rimborso anticipato, non sarà addebitato l'importo pari alla porzione dell'imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Tale importo non addebitato è calcolato sulla base delle aliquote vigenti alla data del 4 dicembre 2014.

Se ho sottoscritto un Buono dematerializzato posso rimborsare anticipatamente soltanto una parte del capitale?

È possibile rimborsare anche una frazione del valore nominale del Buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro, ad eccezione dei BFP7insieme per i quali gli importi sono pari a 1.000,00 euro e multipli. I BFPImpresa possono essere rimborsati anticipatamente anche per una frazione del valore nominale del buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro e solo per la parte di valore nominale eccedente il taglio minimo iniziale di 5.000,00 euro.

Se ho sottoscritto un Buono cartaceo posso rimborsare anticipatamente soltanto una parte del capitale?

I BFP cartacei sono caratterizzati dall'indivisibilità e non sono rimborsabili parzialmente.

È possibile ottenere la liquidazione anticipata degli interessi maturati sui Buoni Fruttiferi Postali?

Tutti i BFP distribuiscono gli interessi solo al momento del rimborso, sia esso anticipato o a scadenza, a patto che il rimborso avvenga dopo il periodo iniziale di infruttiferità.

Se il BFP viene rimborsato durante il periodo di infruttiferità viene riconosciuto unicamente il capitale investito. Nessun BFP distribuisce cedole di interessi durante la sua vigenza. Il BFP7insieme è l'unico BFP che distribuisce flussi monetari durante la sua vigenza; essi sono, però, quote di capitale.

Qual è la tassazione applicata sui Buoni Fruttiferi Postali?

I Buoni Fruttiferi Postali emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti dalla ritenuta fiscale. Viceversa, in virtù di quanto stabilito dal D.L. 19 settembre 1986 n. 556 (pubblicato sulla G.U. n. 219 del 20 settembre 1986), convertito dalla L. 17 novembre 1986 n. 759, istitutivo della ritenuta erariale, gli interessi maturati sui Buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987, sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 6,25%, i Buoni emessi dal 1° settembre 1987 al 23 giugno 1997 sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 12,50%. Tale ritenuta è stata soppressa con il D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239 (pubblicato sulla G.U. n. 102 del 3 maggio 1996) e sostituita con l'imposta sostitutiva sugli interessi, stabilita, per quanto concerne i buoni, sempre nella misura del 12,50%.

La durata dei Buoni Fruttiferi Postali ordinari è pari a 20 o 30 anni?

I Buoni ordinari emessi fino alla data del 27/12/2000 (Serie "Z") hanno una durata di 30 anni; quelli emessi successivamente (dalla serie "A1" in poi) hanno una durata ventennale. I Buoni ordinari a trenta anni maturano interessi (per bimestri conclusi di anzianità) fino al 31 dicembre dell'anno solare di scadenza del titolo, i Buoni ventennali cessano di essere fruttiferi esattamente alla scadenza del ventesimo anno. I Buoni trentennali maturano interessi in regime di capitalizzazione composta nei primi venti anni e in regime di capitalizzazione semplice dal ventunesimo al trentesimo anno. La capitalizzazione degli interessi è composta per tutta la durata dei Buoni ordinari ventennali.

Sono in possesso di un Buono Fruttifero Postale ordinario della serie "O" e di uno della serie "P": mi sono rivolto all’ufficio postale che mi ha comunicato un valore di rimborso più basso rispetto a quello riportato sul retro del buono cartaceo. Qual è la motivazione di tale discordanza?

I BFP delle serie "O" e "P" hanno subito delle variazioni dei tassi di rendimento fissati al momento dell'emissione per effetto del Decreto del Ministro del Tesoro del 13 giugno 1986 (G.U. n. 148 del 28 giugno 1986). Tale decreto, in occasione dell'emissione della serie "Q", ha esteso i nuovi rendimenti ai montanti maturati alla data del 1° gennaio 1987 di tutte le serie precedenti, comprese quindi la "O" e la "P".

Di conseguenza, la tabella riportata sul retro del titolo non ha valore ai fini dell'esatta liquidazione del valore di rimborso. La variazione in diminuzione operata con il citato decreto è avvenuta in virtù dell'art. 173 del codice postale - D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 - che prevedeva la possibilità di estendere le variazioni dei tassi dei buoni postali fruttiferi "ad una o più delle precedenti serie". Tale D.P.R. è stato abrogato dall'art. 9 del Decreto del Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 19 dicembre 2000 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 2000) e quindi non sarà più possibile operare variazioni dei tassi di rendimento dei buoni emessi in precedenza, fatte salve le variazioni già intervenute nel passato.

Ho un Buono emesso tra il 21 settembre del 1986 e il 23 giugno del 1997 che riporta sul retro dei valori di rimborso diversi da quelli che vedo sul sito. Perché?

Gli interessi maturati sui Buoni Fruttiferi Postali emessi a favori di soggetti c.d. nettisti (ad esempio persone fisiche residenti in Italia) a partire dal 21 settembre 1986 fino al 31 dicembre 1996 (appartenenti alle serie "Q", "R", ed "S") - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale. Per i Buoni della serie "S", emessi dal 1° gennaio 1997 al 30 giugno 1997, gli interessi - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente, al netto dell'imposta sostitutiva.

Per i buoni emessi dal 1° luglio 1997 (serie "T" e successive), gli intessessi - per i primi 20 anni di vita del titolo - sono capitalizzati annualmente, al lordo dell'imposta sostitutiva. Quanto sopra, secondo l'art. 7, del DM Tesoro del 23 giugno 1997 (G.U. n. 145/1997) il quale, nell'istituire i Buoni Fruttiferi Postali della nuova serie "T", ha così disposto: "I buoni postali della nuova serie ordinaria contraddistinti con la lettera «T», e i buoni postali della precedente serie ordinaria «S» emessi a decorrere dal 1° gennaio 1997 a favore di soggetti diversi da quelli previsti all'art. 2 e con le eccezioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239 maturano interessi che saranno, per i primi venti anni, capitalizzati annualmente al lordo dell'imposta sostitutiva di cui all'art. 2, primo comma, decreto legislativo del 1° aprile 1996, n. 239. Per i buoni postali fruttiferi della serie ordinaria «S» emessi a decorrere dal 1° gennaio 1997 a favore dei soggetti previsti all'art. 2 e con le eccezioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli interessi saranno, per i primi venti anni di vita del titolo, capitalizzati annualmente al netto dell'imposta sostitutiva. Per i buoni delle serie ordinarie contraddistinte con le lettere «Q», «R» ed «S» emessi fino al 31 dicembre 1996 a favore di qualsiasi soggetto, gli interessi continueranno, per i primi venti anni di vita del titolo, ad essere capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale". Esemplificando, il valore di rimborso netto di un Buono emesso dal 21 settembre 1986 fino al 23 giugno 1997 è calcolato capitalizzando il precedente valore di rimborso netto al tasso netto corrispondente. Il montante lordo sarà invece uguale al precedente valore di rimborso netto capitalizzato al tasso lordo relativo.

Per un Buono emesso, invece, dal 24 giugno 1997 il valore di rimborso lordo sarà uguale al precedente valore di rimborso lordo capitalizzato al tasso lordo relativo. Mentre il valore di rimborso netto sarà pari al valore di rimborso lordo dello stesso periodo al netto dell'imposta sostitutiva.


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