Buoni Fruttiferi Postali: Faq sul risparmio postale | CDP

F.A.Q.

Buoni fruttiferi postali

Questa sezione è dedicata alle FAQ (domande più frequenti) sul Risparmio Postale, raggruppate per prodotto e tematica. Le FAQ hanno per oggetto le principali caratteristiche finanziarie dei nostri prodotti e le procedure amministrative di interesse specifico della nostra clientela.

Sugli argomenti trattati, quando necessario, è stato indicato il riferimento normativo.

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Come faccio a calcolare il valore di rimborso del BFP in mio possesso?

I Fogli Informativi, disponibili per i Buoni emessi dal 28/12/2000, riportano i coefficienti di capitalizzazione. Il valore di rimborso è il prodotto tra l'importo del buono sottoscritto e il coefficiente di capitalizzazione corrispondente. La tabella riporta sia il coefficiente lordo che netto, quest'ultimo da utilizzare per il calcolo dell'importo netto rimborsabile. In alternativa e per i Buoni emessi anche antecedentemente alla data riportata è possibile visionare lo sviluppo dei valori di rimborso su questo sito internet e su quello della Cassa depositi e prestiti nelle sezioni dedicate al calcolo dei rendimenti.

Cosa succede ai buoni cartacei caduti in prescrizione nel periodo Covid-19?

I buoni fruttiferi postali il cui termine di prescrizione cade nel periodo di emergenza Covid-19, sono esigibili entro due mesi successivi al termine del predetto stato di emergenza.
Per maggiori dettagli leggi l'Avviso ai titolari di Buoni fruttiferi postali cartacei prescritti durante lo stato di emergenza COVID-19, disponibile presso gli Uffici Postali e sul sito www.poste.it.

I Buoni Fruttiferi Postali possono cadere in prescrizione?

I Buoni rappresentati da documenti cartacei nominativi si prescrivono trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo. La prescrizione del titolo fa venir meno il diritto al rimborso sia del capitale investito che degli interessi maturati. I Buoni cartacei emessi fino al 13 aprile 2001 si prescrivono in favore del MEF; l’importo dei Buoni cartacei prescritti emessi dal 14 aprile 2001, invece, in base alla normativa sui depositi dormienti, è versato al Fondo istituito presso il MEF (art. 1, comma 345-quinquies, L. 23 dicembre 2005, n. 266). I Buoni prescritti restano esclusi da qualsiasi rimborso (cfr. Comunicato Stampa N° 260 del 30 dicembre 2013 del Ministero dell'Economia e delle Finanze e Circolare del Ministero del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 3 novembre 2010). I Buoni dematerializzati non possono cadere in prescrizione in quanto vengono rimborsati alla scadenza e il relativo importo accreditato automaticamente sul conto di regolamento dell'intestatario.

Per maggiori informazioni consulta l'Avviso Buoni prescritti e l'Avviso Buoni prescritti dal 1° agosto 2020, disponibili presso gli Uffici Postali e sul sito www.poste.it.

Ho alcuni Buoni Fruttiferi Postali della tipologia "a termine" emessi nel periodo 1986/1987/1988; è possibile rimborsare questi buoni anche se prescritti?

Non è possibile rimborsare un BFP prescritto. Più in dettaglio, con la trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni (ai sensi dell'art. 5, comma 3, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n. 326) i BFP emessi fino al 13/04/2001, inclusi i Buoni a termine emessi nel periodo 1986-1988, sono stati trasferiti al Ministero dell'Economia e delle Finanze (consulta l'elenco), equiparati a tutti gli effetti ai titoli del debito pubblico e pertanto disciplinati dalle medesime norme. In particolare, per quanto riguarda la prescrizione dei titoli del debito pubblico si applicano le norme previste nel Codice Civile (art. 23 D.P.R. 30 dicembre 2003 n. 398). Per completezza si riporta inoltre il link al Comunicato Stampa N° 260 del 30 dicembre 2013 del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Che cos'è il Piano di Risparmio per la sottoscrizione di Buoni Fruttiferi Postali?

È il servizio ("PdR") offerto da Poste Italiane per l'acquisto di Buoni emessi in forma dematerializzata mediante un programma di sottoscrizioni periodiche. Per l'apertura di un Piano di Risparmio è necessaria la titolarità con pari intestazione di un conto corrente postale o di un Libretto di risparmio postale sul quale vengono contabilmente regolate le operazioni di addebito relative alla sottoscrizione dei Buoni.

Attualmente sono disponibili due diversi Piani di Risparmio:

-"Piccoli e Buoni", che permette la sottoscrizione di Buoni dedicati ai minori e che necessita anche di un Libretto Speciale dedicato ai minori su cui verranno collegati i diversi Buoni sottoscritti;

-"risparmiosemplice”, riservato esclusivamente alle persone fisiche maggiorenni, che permette la sottoscrizione di Buoni 4 anni risparmiosemplice.

Ho sottoscritto un Buono Fedeltà. Sono certo del conseguimento del tasso maggiorato previsto per tale tipologia di buono?

Il riconoscimento del tasso maggiorato previsto per tale tipologia di buoni, resta subordinato al positivo accertamento, effettuato da Poste Italiane, della ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti per la sottoscrizione di tale tipologia di buoni.

È possibile verificare se esistono Buoni Fruttiferi Postali intestati e/o cointestati a me? Se sì, a chi mi devo rivolgere e quali sono i costi?

È possibile presentare apposita richiesta presso qualunque ufficio postale finalizzata a determinare l'esistenza e la vigenza di BFP. Tale ricerca comporta il pagamento di una commissione che varia in base al numero di uffici postali coinvolti nella ricerca. In generale, si consiglia di individuare più informazioni possibili (località di sottoscrizione, periodo, anche se non la data esatta, ecc. ...) al fine di agevolare la ricerca.

Ho smarrito un Buono Fruttifero Postale. Cosa devo fare per richiederne il duplicato?

È possibile richiedere il duplicato di BFP smarriti/sottratti/distrutti previo espletamento della procedura di ammortamento, secondo le norme contenute nella Legge 30 luglio 1951, n. 948. La duplicazione può essere richiesta presso qualunque ufficio postale mediante compilazione e sottoscrizione della denuncia di perdita sulla quale devono essere indicati gli estremi necessari per l'identificazione del Buono e, sommariamente, le circostanze dell'evento nonché, solo in caso di sottrazione, gli estremi della denuncia presentata agli Organi di Pubblica Sicurezza. La richiesta deve essere fatta dall'intestatario o da un suo procuratore (da tutti gli intestatari in caso di Buoni cointestati), nel caso di un intestatario minore di età dai genitori in qualità di esercenti la patria potestà, da tutti gli eredi in caso di titoli caduti in successione. Secondo la normativa vigente, l'ufficio postale provvede a affiggere nei propri locali aperti al pubblico un "avviso/diffida" per 30 giorni consecutivi nel caso di Buoni dal valore nominale inferiore a 516,46 euro (1.000.000 di lire) o 90 giorni consecutivi nel caso di Buoni dal valore nominale uguale o superiore a 516,46 euro (1.000.000 di lire). Trascorso tale periodo è possibile il rilascio del duplicato. La duplicazione del Buono cartaceo comporta il pagamento di euro 1,55 indipendentemente dal valore nominale dello stesso.


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