Risparmio energetico

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Rischi di mercato

Azionario

CDP detiene un portafoglio azionario ampio e articolato, con orizzonte di investimento di lungo periodo, costituito in larga prevalenza da partecipazioni. In tale contesto, i rischi azionari sono legati principalmente alla possibilità di una perdita di valore non recuperabile (impairment) e alla eventualità di una riduzione significativa dei flussi di dividendi.

Nell’ambito del sistema complessivo di gestione dei rischi, la capogruppo ha definito un framework per i rischi azionari che permette:

-       di coordinare l’azione di tutte le società partecipate soggette a direzione e coordinamento al fine di garantire un presidio dei rischi integrato e coerente

-       di quantificare e monitorare gli assorbimenti patrimoniali per l’intero portafoglio di investimenti azionari, inclusa la componente immobiliare.

Particolare attenzione è dedicata all’analisi di scenari di stress, anche in relazione ai maggiori profili di concentrazione che caratterizzano il portafoglio di CDP, quali l’esposizione al settore Oil&Gas.

Tasso

Nell’ambito della propria attività la capogruppo è esposta al rischio tasso di interesse in tutte le sue accezioni: repricing, curva, base, opzionalità. CDP presidia inoltre il rischio inflazione nell’ambito dello stesso quadro concettuale ed analitico del rischio tasso d’interesse nel portafoglio bancario.

I rischi di tasso d’interesse e inflazione incidono sulla redditività e sul valore economico di CDP.

CDP fronteggia un consistente rischio tasso di interesse sia per la presenza di ingenti masse non coperte preesistenti al momento della sua costituzione in Società per Azioni sia per la struttura degli attivi e passivi: una parte considerevole del bilancio di CDP prevede infatti la raccolta tramite Buoni Ordinari a tasso fisso con opzione di rimborso anticipato, mentre lo stock di impieghi è prevalentemente in finanziamenti a tasso fisso. Anche altre tipologie di Buoni Fruttiferi Postali, inoltre, incorporano un’opzionalità di rimborso anticipato sul valore della quale incidono significativamente i tassi d’interesse e l’inflazione.

Come approccio di riferimento per la misurazione e gestione del rischio tasso, CDP adotta un'ottica definita “prospettiva del valore economico”, complementare alla “prospettiva della redditività”. La prospettiva del valore economico corrisponde alla rappresentazione di lungo termine della prospettiva reddituale: il valore economico è infatti riconducibile alla sequenza attualizzata di tutti i margini d’interesse futuri.

In questa prospettiva, CDP analizza il proprio profilo di esposizione e di rischio attraverso la valutazione delle poste in bilancio sensibili ai tassi di interesse, quantificandone la reazione rispetto a perturbazioni piccole (analisi di sensitivity) e grandi (stress test) dei fattori di rischio. Il passaggio dalle misure di esposizione (derivate dalle analisi di sensitivity e di stress) alle misure di rischio, avviene assegnando una probabilità agli scenari di mercato possibili. Ciò consente di pervenire ad una distribuzione statistica del valore delle poste di bilancio considerate, nonché a misure di sintesi rappresentative del capitale economico necessario a fronte del rischio.

Tale struttura di monitoraggio si traduce nella definizione del Value-at-Risk (VaR), che CDP calcola utilizzando metodi basati sulla simulazione storica.

Il VaR sintetizza in un unico dato il risultato della simulazione di numerosi scenari, generati secondo le caratteristiche statistiche dei fattori di rischio.

Cambio

Il rischio di cambio consiste nella possibilità che fluttuazioni dei tassi di cambio possano influire negativamente sulla redditività e/o sul valore economico di CDP.

Alcune particolari attività di CDP possono generare rischio di cambio. Come impostazione generale, CDP intraprende tali attività solo se protetta da adeguate coperture del rischio valutario.

Le attività di CDP che possono generare rischio di cambio sono di norma legate all’emissione di titoli obbligazionari denominati in valuta estera, alla detenzione di partecipazioni le cui fluttuazioni possono essere soggette alle fluttuazioni del cambio, all’acquisto di titoli obbligazionari in valuta estera, e alla concessione di finanziamenti denominati in divise diverse dall’Euro nell’ambito del sistema di supporto all’export e all’internazionalizzazione.

Liquidità

Il rischio di liquidità si configura nelle accezioni di:

-       asset liquidity risk cioè l’impossibilità, per un’istituzione finanziaria o un generico investitore, di monetizzare sul mercato attività detenute senza peggiorarne significativamente il prezzo,

-       funding liquidity risk cioè l’impossibilità, per un’istituzione finanziaria, di far fronte alle proprie obbligazioni raccogliendo liquidità a condizioni non penalizzanti o monetizzando attività detenute.

Per la capogruppo il rischio di liquidità assume importanza principalmente nella forma di funding liquidity risk, in relazione alla larga prevalenza nel passivo della Gestione Separata di depositi a vista (Libretti) e di titoli rimborsabili a vista (Buoni Fruttiferi Postali).

Al fine di mantenere remoto uno scenario di rimborsi fuori controllo, CDP si avvale dell’effetto mitigante che origina dalla garanzia dello Stato sul Risparmio Postale. Oltre alla funzione fondamentale di tale garanzia, la capacità di CDP di mantenere remoto questo scenario si basa sulla solidità patrimoniale, sulla protezione e promozione della reputazione del Risparmio Postale presso il pubblico, sulla difesa della reputazione di CDP sul mercato e sulla gestione della liquidità. In riferimento a quest’ultima CDP adotta una serie di presidi specifici sia volti a prevenire l’insorgere di fabbisogni di funding imprevisti, sia per essere in grado di assorbirli prontamente in caso di necessità.

A tal fine è stabilito uno specifico limite inferiore per la consistenza delle attività liquide, monitorato dalla funzione Risk Management, assieme ad alcune grandezze che esprimono la capacità di CDP di far fronte a possibili situazioni di crisi. Tra i presidi operativi per il rischio di liquidità CDP si è dotata di un Contingency Funding Plan (CFP) che descrive i processi e le strategie di intervento adottate per gestire eventuali crisi di liquidità, siano esse di origine sistemica - dovute ad un improvviso deterioramento dei mercati monetari e finanziari - o causate da difficoltà idiosincratiche dell’istituzione.